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L-187: Una prerogativa dell’equipaggio di backup: visitare la città di Bajkonur!

L'equipaggio di backup della Soyuz TMA-13M davanti al monumento a Gagarin di Baikonur: Samantha Cristoforetti, Anton Shkaplerov e Terry Virts. Credit: Gagarin Cosmonaut Training Center

L'equipaggio di backup della Sojuz TMA-13M davanti al monumento a Gagarin di Bajkonur: Samantha Cristoforetti, Anton Shkaplerov e Terry Virts. Credit: Gagarin Cosmonaut Training Center

Dal Diario di bordo di Samantha Cristoforetti:

Bajkonur (Kazakistan), 21 maggio 2014—L’alzabandiera nel nostro luogo di quarantena ha avuto luogo sabato mattina: Anton e Terry hanno potuto unirsi a Max e Reid nell’issare la bandiera della loro nazione, mentre io questa volta ho issato la bandiera del Kazakistan.

In seguito Terry, Anton e io abbiamo esercitato la nostra prerogativa di equipaggio di backup di rompere la quarantena per un giorno e siamo andati alla tradizionale visita ai monumenti di Bajkonur, lasciandoci dietro l’equipaggio primario.

Dopo una breve sosta al monumento Sojuz abbiamo fatto visita alla statua di Gagarin, dove ci è stato dato un caloroso benvenuto dagli alunni delle scuole locali e dal sindaco di Bajkonur. A Terry e me è stato consegnato un regalo che simboleggia la città (Anton l’ha già ricevuto in passato) e dopo abbiamo tutti deposto alcuni fiori sulla statua, onorando il primo essere umano a volare nello spazio. Quando ci siamo voltati, abbiamo posato per una divertente foto tradizionale, imitando la posa di Yuri con le braccia alzate.

Il monumento successivo dove ci siamo fermati è dedicato all’Ingegnere Capo Korolyov, riconosciuto come il principale artefice dei successi del programma spaziale sovietico negli anni ‘50 e ‘60. Qui, di nuovo, abbiamo deposto dei fiori come riconoscimento del suo genio ingegneristico e della sua leadership.

Fermata successiva: il museo di Bajkonur…

Foto credit: GCTC

Altre foto qui.

Nota originale in inglese, traduzione italiana a cura di Paolo Amoroso—AstronautiNEWS. Leggi il Diario di bordo di Samantha Cristoforetti e l’introduzione.

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