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La NASA lancia il satellite SWOT per la ricognizione delle acque

Rappresentazione artistica del satellite SWOT al lavoro in orbita. Credits: CNES

Gestita dalla NASA e dall’agenzia spaziale francese CNES, la missione Surface Water and Ocean Topography (SWOT), fornirà dati a elevata definizione sia sulle acque salate che su quelle dolci del nostro pianeta.

Una rappresentazione grafica della strumentazione scientifica di SWOT Credits: JPL/NASA

La missione ha ricevuto i contributi dell’agenzia spaziale canadese (Canadian Space Agency – CSA) e dell’agenzia spaziale del Regno Unito (UK Space Agency) e ha una durata nominale di tre anni, estendibile a cinque.

Il lancio è avvenuto venerdì 16 dicembre alle 12:45 italiane, dallo Space Launch Complex 4E della Vandenberg Space Force Base in California, tramite un vettore Falcon 9 della SpaceX che ha collocato il payload in un’orbita polare non eliosincrona a una quota di 857 km, a 52 minuti dal decollo. Il primo stadio del Falcon 9 è ritornato con successo alla base di Vandenberg atterrando alla Landing Zone 4, situata a 400 m dalla rampa di lancio, circa 7 minuti e mezzo dopo il liftoff.

Monitorare i livelli delle acque con tecniche innovative

Il satellite SWOT è stato progettato per studiare i cambiamenti nei livelli delle acque su scala globale e per fornire, con un dettaglio senza precedenti, i dati volumetrici in 3D degli oceani della Terra e di laghi e fiumi situati sul 90% della superficie terrestre, con una frequenza di 21 giorni nella fascia geografica compresa fra i 78° di latitudine sud e i 78° di latitudine nord, inviando agli scienziati un terabyte di dati grezzi al giorno.

La modalità di campionamento di SWOT. Credits: NASA/JPL-Caltech

I principali strumenti di SWOT sono l’altimetro di nadir e il radar interferometro in banda Ka, o KaRIn. KaRIn è formato da due antenne separate da un braccio di 10 m che ricevono indipendentemente le letture effettuate dal satellite sulla superficie terrestre. Utilizzando i dati della posizione del satellite e confrontandole con le successive differenze di fase nella ricezione del segnale, SWOT è in grado di misurare l’elevazione dell’acqua con un margine di errore di 1 cm su una fascia ampia 50 km per ogni passaggio.

Fra i maggiori benefici portati da questa missione, vi sarà la possibilità di avere un quadro significativamente più chiaro dei corpi idrici di acqua dolce del nostro pianeta. SWOT fornirà dati su più del 95% dei laghi terrestri più grandi di 62.500 m² e dei fiumi più larghi di 100 m. Attualmente, le ricerche sui corpi di acqua dolce hanno dei rilevamenti affidabili solamente per qualche migliaio di laghi in tutto il mondo. SWOT sposterà l’ordine di grandezza fino alle sei cifre, considerando i milioni di corpi d’acqua che sono presenti sul globo terracqueo e la lunghezza complessiva di tutti i fiumi terrestri, che è stimata in 2,1 milioni di km.

Gli ingegneri integrano le parti separate del satellite SWOT nella camera bianca di Thales Alenia Space di Cannes, Francia. Credits: JPL/NASA/TAS

«Siamo ansiosi di vedere SWOT in azione», ha affermato Karen St. Germain, direttrice dell’Earth Science Division della NASA. «Questo satellite incarna tutto quello che stiamo facendo per migliorare la vita sulla Terra tramite la scienza e le innovazioni tecnologiche. I dati che vengono forniti dall’innovazione sono essenziali per comprendere meglio come interagiscono l’acqua, l’aria e gli ecosistemi della Terra e come le persone possono prosperare sul nostro pianeta che cambia.»

I rilievi di SWOT aiuteranno i ricercatori, i politici e i gestori delle risorse del territorio a valutare e pianificare meglio gli eventi come le inondazioni e i periodi di siccità. Fornendo indicazioni su dove’è l’acqua, da dove proviene e dove sta andando. I ricercatori potranno migliorare le loro previsioni sugli allagamenti causati dai fiumi e sugli effetti della siccità sui laghi e sulle riserve idriche.

Dal lancio alle operazioni scientifiche

Dopo essersi separato dal secondo stadio del vettore, SWOT ha trascorso circa tre ore eseguendo i controlli sulle proprie strumentazioni e sui propri sistemi, mentre avveniva l’apertura dei suoi pannelli fotovoltaici e la telemetria veniva trasferita al centro di controllo in Francia. Entro quattro giorni dal lancio, SWOT ha iniziato l’estensione in vari segmenti dell’antenna KaRIn, operazione che impiegherà altri quattro giorni per essere completata. Secondo i piani di missione, entro otto giorni dal decollo i controllori orienteranno SWOT verso il Sole attivando i restanti sistemi del satellite.

SWOT trascorrerà sei mesi alla quota di 857 km impegnato nella fase di calibrazione, di seguito innalzerà la sua orbita fino a 891 km iniziando la sua missione scientifica.

Ulteriori informazioni

Il Jet Propulsion Laboratory della NASA, di Pasadena, California, gestisce la parte statunitense del progetto. NASA ha fornito lo strumento KaRIn, un ricevitore GPS, un retroriflettore laser, un radiometro a microonde a doppio fascio e gestisce le operazioni da terra. Il CNES ha fornito il sistema Doppler Orbitography and Radioposition Integrated by Satellite (DORIS), il quale è un’antenna che raccoglierà i segnali di una cinquantina di radiofari distribuiti sulla superficie terrestre, l’altimetro Poseidon a doppia frequenza (sviluppato da Thales Alenia Space), il sottosistema delle frequenze radio di KaRIn (assieme a Thales Alenia Space e con il supporto dell’agenzia spaziale britannica), la piattaforma del satellite e il segmento per il controllo delle operazioni da terra. L’Agenzia spaziale canadese ha fornito il sistema di trasmissione ad alta potenza di KaRIn. Infine, la gestione del lancio è stata affidata al Launch Services Program del Kennedy Space Center della NASA.

Fonti: NASA; Space.com; CNES.

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