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Le antenne del DSN hanno ricevuto gli ultimi bit di dati del flyby di Plutone

Una rappresentazione artistica della sonda New Horizons della NASA mentre trasmette i suoi dati alla Terra. Credits: NASA/JHUAPL/SwRI

Dopo un viaggio di cinque ore ed otto minuti/luce pari a 5,5 miliardi di km, l’ultimo pacchetto di dati; un segmento di una sequenza osservativa di Plutone e Caronte presa dalla camera Ralph/LEISA, è arrivato al Johns Hopkins Applied Physics Laboratory (APL) di Lauriel, Maryland, alle 5:48 EDT del 25 Ottobre, dopo essere stato ricevuto dalle antenne del Deep Space Network della NASA, di Canberra, Australia.

Si è trattato degli ultimi bit degli oltre 50 e più Gigabit complessivi relativi al sistema di Plutone, trasmessi alla Terra dalla sonda della NASA New Horizon nel corso degli ultimi 15 mesi.

I dati fin qui raccolti da New Horizon hanno stupito gli scienziati i quali sono anche rimasti particolarmente colpiti dalla bellezza di Plutone e dalla complessità del suo sistema di lune. Ora c’è una mole enorme di lavoro che aspetta Alan Stern, principal investigator di NH ed i suoi colleghi del Southwest Research Institute di Boulder, Colorado, infatti dovranno analizzare le oltre 400 osservazioni scientifiche che sono state fin’ora inviate sulla Terra.

New Horizon è stata progettata per raccogliere più dati possibile ed il più velocemente possibile durante il suo passaggio nel sistema di Plutone, accumulando dati con una velocità 100 volte superiore rispetto a quella che avrebbe poi utilizzato per il loro invio a casa dopo il sorvolo. La sonda è stata programmata per inviare set di dati selezionati e di elevata priorità, nei giorni vicini all’incontro ravvicinato e in quelli immediatamente successivi. L’invio dei dati rimanenti, stivati nella memoria di NH verso le antenne del DSN è inziato nel Settembre del 2015.

Alice Bowman, Mission Operations Manager dell’APL, ha dichiarato che il suo team eseguirà una revisione finale dei dati prima di procedere alla cancellazione dei due registratori di bordo, liberando così spazio di archiviazione che la sonda potrà utilizzare durante l’estensione della sua missione, denominata New Horizons Kuiper Belt Extended Mission (KEM). Durante questa fase, lo spacecraft effettuerà una serie di osservazioni di oggetti della Fascia di Kuiper e l’incontro ravvicinato con un piccolo corpo celeste della Fascia, 2014 MU69, che avverrà l’1 Gennaio del 2019.

Fonte NASA.

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