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Curiosity analizza il primo campione di suolo Marziano

Utilizzando tutti gli strumenti scientifici a sua disposizione, il rover della NASA Curiosity ha completato l’analisi del primo campione di suolo Marziano ricavando le prime fondamentali informazioni della composizione della superficie del Pianeta Rosso.

Curiosity ha prelevato questo campione di suolo Marziano, per mezzo del braccio robotico del rover, lo scorso Ottobre, da un cumulo di sabbia e polvere trasportati dal vento che si trova nel sito pianeggiante chiamato Rocknest all’interno del cratere Gale, all’interno del quale il rover è atterrato lo scorso Agosto 2012.

La camera fotografica ad alta definizione MAHLI (Mars Hand Lens Imager) di Curiosity, effettuando delle riprese ravvicinate ha mostrato come il terreno di Rocknest sembri composto da una sottile crosta di polvere e sabbia che ricopre uno strato di sabba più scura e sottile.

La scelta di utilizzare per i primi test i campioni raccolti su Rocknest è stata fatta a questo punto dal team che guida Curiosity in virtù del fatto che la sabbia è sembrata sufficientemente fine per poter essere utilizzata per pulire preventivamente gli strumenti del rover da eventuali contaminazioni di materiali di provenienza Terrestre. Questa operazione è stata effettuata prelevando i primi campioni e facendoli vibrare all’interno delle camere degli strumenti del rover.

Successivamente Curiosity ha raccolto un altro campione per verificare il funzionamento degli strumenti di analisi e ha provveduto a trasportarlo all’interno della sonda dove è stato analizzato per mezzo dello strumento SAM (Sample Analysis at Mars), in grado di analizzare con tre diversi sensori i gas che vengono prodotti riscaldano dei campioni di suolo per mezzo di un fornetto interno, e dello strumento  CheMin (Chemistry and Mineralogy).

Questo campione è risultato composto di un tipo di sabbia che lo strumento APXS (Alpha Particle X-Ray Spectrometer) e la camera MAHLI (Mars Hand Lens Imager), di cui è dotato Curiosity, hanno identificato come simile in composizione chimica e struttura a quanto già analizzato con i precedenti rover Marziani della NASA Pathfinder, Spirit e Opportunity.

Il materiale del campione analizzato è contiene acqua,  solfuri e cloro, oltre ad altre sostanze, e sembra essere composto, come riscontrato dallo strumento CheMin, per metà da minerali di origine vulcanica e per metà di materiale non cristallino  simile al vetro.

Lo strumento SAM ha ricavato anche informazioni relative a sostanze presenti in concentrazioni molto basse e alle percentuali di presenza di isotopi, che possono fornire elementi chiave per lo studio dei cambiamenti climatici di Marte.

L’acqua rilevata da SAM non significa che il campione analizzato da Curiosity fosse umido, in quanto molecole d’acqua si legano usualmente ai granelli di polvere o di sabbia, ma la quantità di acqua rilevata è stata superiore alle attese. SAM ha anche identificato la presenza di perclorato, un composto di cloro e ossigeno fortemente già rilevato nel suolo artico di Marte dal lander della sonda Phoenix.

Lo strumento SAM è in grado, inoltre, di rilevare la presenza di molecole nella cui struttura è presente il carbonio, come le molecole organiche che sono alla base delle forme di vita a noi conosciute.

In realtà, nel riscaldamento del campione di suolo marziano è stata rilevata la presenza di clorato di metano, un composto che si è sviluppato a partire del cloro contenuto nel terreno di Marte, ma non è chiaro se il carbonio che compone il metano era proveniente dal campione di Marte o di origine Terreste e residuale all’interno della camera di test dei sensibilissimi strumenti del rover.

Maggiori e più approfondite informazioni saranno ricavate dalle prossime analisi del suolo Marziano da parte di Curiosity, la cui missione si protrarrà per i prossimi due anni.

Fonte: NASA

 

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