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La missione SunRISE verrà lanciata da un Falcon Heavy

Una rappresentazione di grafica dei sei satelliti della missione SunRISE. Credit: NASA

Lo studio del Sole è un’attività complessa e che richiede particolari accorgimenti tecnologici e pratici, che variano in base alla distanza e allo scopo della missione. Ad esempio, la sonda dell’Agenzia spaziale statunitense (NASA) Parker Solar Probe dispone di uno scudo termico spesso 11,4 cm, usato per proteggere la strumentazione scientifica nei passaggi più ravvicinati al Sole, che avvengono a poco più di 6 milioni di chilometri dalla superficie solare e dove le temperature raggiungono i 1.400 °C. Proba-3 dell’Agenzia spaziale europea (ESA), invece, orbita intorno alla Terra con lo scopo di studiare la corona solare, lo strato più esterno del Sole, tramite due sonde che volano a 150 metri l’una dall’altra: una occulta il Sole, creando un’eclissi artificiale e permettendo all’altra di effettuare indagini scientifiche.

I burst radio solari provenienti proprio dalla corona sono tra i fenomeni che possono avere impatti diretti sull’elettronica dei satelliti in orbita intorno alla Terra o sugli astronauti nelle stazioni spaziali o in transito verso la Luna. Si tratta di onde radio prodotte da particelle energetiche durante le espulsioni di massa coronale (CME) e i flare solari. Nonostante l’individuazione di queste onde risalga a diversi decenni fa, non è ancora chiaro dove effettivamente si originino all’interno di una CME. Proverà a farlo SunRISE (Sun Radio Interferometer Space Experiment), una mission of opportunity della divisione di eliofisica della NASA: si tratta di missioni con un budget limitato, che utilizzano componenti provenienti dal mercato commerciale o che erano pezzi di ricambio di missioni ora in orbita e che viaggiano come passeggere secondarie sui razzi.

Si tratta di sei cubesat 6U (ovvero 20×10×34,05 cm) che opereranno come un unico radiotelescopio, sfruttando la tecnica dell’interferometria, poco oltre l’orbita geostazionaria, a più di 36.000 km di quota. Un’orbita più bassa avrebbe impedito ai satelliti di rilevare le frequenze radio più basse perché riflesse dalla ionosfera, lo strato dell’atmosfera che si estende tra i 60 km e i 1000 km. L’utilizzo della tecnica interferometrica, invece, permette di evitare di inviare un unico grande radiotelescopio in orbita e i relativi problemi di trasporto, costruzione e gestione di un’infrastruttura di dimensioni elevate.

Come detto, lo scopo della missione sarà lo studio del Sole e in particolare la creazione di mappe 3D dettagliate su dove avvengono le emissioni radio più energetiche e quindi da dove partono i burst di radiazione. SunRISE permetterà poi di capire più approfonditamente cosa causi queste esplosioni, come le particelle vengano accelerate e le modalità in cui la tempesta di particelle evolve. Per la prima volta, invece, sarà possibile mappare le linee di campo magnetico che originano all’interno del Sole e che si estendono nello spazio interplanetario.

I sei satelliti al termine della costruzione. Credit: NASA

Una missione dimostrativa, CURIE (CUbesat Radio Interferometry Experiment), era stata lanciata nel luglio 2024, nel volo di debutto del vettore europeo Ariane 6. Gli scopi erano testare e applicare per la prima volta l’interferometria alle basse frequenze radio, e localizzare, stimare la grandezza e tracciare il movimento dei burst sul Sole. Il tutto tramite di due cubesat 3U (10×10×34,05 cm).

Il cambio da Vulcan a Falcon Heavy è stato annunciato dalla NASA il 14 luglio 2026, con un comunicato sul proprio sito istituzionale. La motivazione non è stata comunicata: tuttavia è quasi certo che sia legato alle indagini, ancora in corso, relative ai Solid Rocket Booster (SRB), i razzi ausiliari a combustibile solido del Vulcan. Durante l’ultimo volo, a febbraio 2026, un SRB ebbe un malfunzionamento e un significativo danno: nonostante ciò la missione fu un successo, grazie alla capacità del lanciatore di compensare la spinta ridotta. Non è tuttavia la prima volta che SpaceX si vede assegnare un lancio inizialmente di ULA: era già successo in passato con alcune missioni della costellazione GPS e NROL, i lanci di satelliti spia o rilevanti per la sicurezza nazionale statunitense.

Fonte: NASA

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