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Prosegue lo sviluppo dello spazioplano cargo cinese Haolong

Il mockup della navetta cinese Haolong in esposizione al Zhuhai Airshow nel 2024. Credits: CCTV/YouTube

Haolong (lett. “drago celeste”) è il nuovo veicolo spaziale non abitato riutilizzabile cinese che sta nascendo presso il Chengdu Aircraft Research and Design Institute (AVIC). Nell’ottobre 2024 ha ricevuto dalla China Manned Space Agency (CMSA) l’appalto per i servizi di rifornimento della Stazione spaziale cinese (CSS). Oltre ad AVIC con Haolong, il bando è stato vinto da CAS (l’Accademia cinese delle scienze) con il veicolo cargo Qingzhou.

L’obiettivo dell’Agenzia spaziale cinese è quello di favorire lo sviluppo tecnologico del paese, coinvolgendo le aziende private nella gestione dell’avamposto. Sia Haolong che Qingzhou non devono soppiantare l’attuale veicolo cargo Tianzhou, bensì affiancarlo, poiché offrebbero servizi di lancio a costi contenuti, grazie all’impiego di lanciatori e/o veicoli riutilizzabili.

Recentemente l’Istituto ha diffuso una nota di aggiornamento nella quale è stato spiegato che lo sviluppo e la produzione dello spazioplano stanno procedendo secondo quanto previsto. Il gennaio scorso è stato assegnato un contratto all’azienda Xi’an Xinyao Ceramic Composite Materials Co Ltd, per la realizzazione degli alettoni e del timone di Haolong. Queste parti mobili dovranno resistere al calore che la navetta dovrà affrontare durante il rientro atmosferico dall’orbita, garantendole stabilità e manovrabilità. Lo scudo termico è la parte più complessa e critica del progetto; poiché permetterà allo spazioplano di rientrare in sicurezza sulla Terra e di volare nuovamente in maniera ricorrente.

Nei mesi scorsi, dopo l’assegnazione del contratto di servizi di rifornimento, presso le strutture di uno dei costruttori di Haolong è apparso un mockup della navetta, verosimilmente con lo scopo di testare e verificare le dimensioni dell’equipaggiamento di supporto necessario e di stabilirne la configurazione della stiva. Nel 2024 al Zhuhai Airshow era presente un modello in scala, dotato di due portelloni apribili, uno per la generazione di energia tramite pannelli fotovoltaici e l’altro dotato di un radiatore per la dissipazione del calore.

Una volta realizzato il primo Haolong idoneo al volo, si prevede che non debba pesare più di 7.000 kg e che sarà lungo 10 metri e largo 8. Le ali ripiegabili gli permetteranno di entrare nell’ogiva del lanciatore, sulla falsariga del Dream Chaser statunitense di Sierra Space. La portata della stiva di carico per le missioni per/da l’avamposto cinese non è stata specificata, ma gli osservatori stimano che possa trasportare circa due tonnellate di beni. Haolong sarà in grado di effettuare autonomamente l’aggancio con la Stazione spaziale cinese.

I vantaggi nell’utilizzo di uno spazioplano rispetto ad una capsula, sono legati a un profilo di discesa dall’orbita più morbido, con una curva di decelerazione minore, e all’adattabilità nel raggiungere molteplici luoghi dotati di idonee piste di atterraggio. Infatti Haolong è stato progettato per essere riutilizzabile e per avere la capacità di atterrare suoi carrelli. lontano dagli oceani e dalle superfici piatte dei deserti. Non rientrando più in luoghi remoti, permette di recuperare più velocemente il suo prezioso carico e di consegnarlo ai laboratori di ricerca in breve tempo.

Haolong non è il primo spazioplano cinese, visto che in passato il paese asiatico aveva lanciato il Reusable Experimental Spacecraft denominato Shenlong (lett. “drago divino”) in quattro distante missioni. Essendo coinvolto nel suo impiego anche l’esercito cinese (People’s Liberation Army – PLA), le informazioni reperibili su questa navetta sono scarne.

La data del debutto orbitale di Haolong non è ancora stata annunciata. È noto, tuttavia, che almeno una missione del velivolo spaziale verrà lanciata con il razzo Zhuque-3 di LandSpace dal Centro di lancio satellitare di Jiuquan.

Breve filmato con il commento del progettista capo.

Fonte: China-in-space.com

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