Site icon AstronautiNEWS

La missione Proba-3 è pronta a tornare al lavoro

Rappresentazione artistica di Proba-3 prima della separazione dei due satelliti. Crediti: ESA

Rappresentazione artistica di Proba-3 prima della separazione dei due satelliti. Crediti: ESA

L’unità satellitare Coronograph della missione dell’Agenzia spaziale europea (ESA) Proba-3 e il suo principale strumento scientifico, ovvero il coronografo ASPIICS (Association of Spacecraft for Polarimetry and Imaging Investigation of the Corona of the Sun), godono entrambi di buona salute e sono pronti a riprendere il proprio lavoro scientifico.

La missione Proba-3 consta di due satelliti che volano in formazione: il Proba-3 Occulter e il Proba-3 Coronograph Lo scopo è di studiare la corona solare tramite le eclissi artificiali create appositamente dai due orbiter mentre volano in formazione, uno davanti all’altro rispetto al Sole.

Nella parte alta dell’immagine è raffigurato il Proba-3 Coronograph. In basso a destra è visibile ancora il Proba-3 Coronograph ma questa volta ripreso dal Proba-3 Occulter. Credit: ESA

L’avaria

Fra il 14 e il 15 febbraio scorsi è avvenuta un’anomalia sino ad allora ritenuta estremamente improbabile, a bordo del satellite Proba-3 Coronograph. Essa ha scatenato una serie di eventi correlati che ha provocato la perdita dell’assetto di volo. che ha perso così le capacità di comunicare con la Terra e di mantenere attivi tutti i sistemi di bordo.

Purtroppo, a causa della perdita di orientamento, l’unità Coronograph non è potuta entrare nella “modalità sicurezza” (in inglese safe mode), normalmente attivata durante le emergenze. Generalmente, durante la modalità sicurezza un veicolo spaziale è in grado di spegnere i suoi sistemi non essenziali, mettendosi in attesa di istruzioni da parte del centro di controllo a terra. In aggiunta, il pannello fotovoltaico del Coronograph ha smesso di seguire il Sole, riducendo gravemente la produzione di energia e portando alla rapida scarica delle batterie di bordo. Questa evenienza ha fatto entrare la sonda nella modalità sopravvivenza, nella quale restano funzionanti solo i sistemi essenziali e vengono sospese le comunicazioni.

Dopo questi drammatici eventi, tutti i team legati alla missione – operatori, ingegneri e partner industriali – si sono messi in azione passando i mesi scorsi lavorando a ritmi febbrili, studiando e testando procedure di ripristino al fine di recuperare il satellite dal suo stato di avaria.

Finalmente lo scorso 19 marzo è arrivata l’attesa notizia: il satellite ha richiamato casa inviando la propria telemetria e ristabilendo così il contatto con i controllori della missione. Di conseguenza l’unità è potuta entrare in safe mode, riattivando il controllo dell’assetto di volo, il controllo termico e le trasmissioni radio. In questo modo, la squadra a supporto della sonda ha potuto iniziare le varie verifiche sullo stato di salute di tutti i sistemi.

Fortunatamente, il processo di recupero è andato a buon fine e la coppia di satelliti è pronta per tornare alle operazioni di routine.

Pronti per altra scienza

In un comunicato dell’ESA emesso il 9 giugno, Damien Galano, manager della missione Proba-3 ha spiegato che nei giorni precedenti era stato eseguito il primo volo in formazione dal momento dell’anomalia e che c’era molto ottimismo sul perfetto funzionamento di tutti i sistemi del satellite.

Con il Proba-3 Coronograph recuperato con successo, la missione può riprendere le proprie operazioni di routine.

«Dopo aver eseguito dei controlli molto accurati del coronografo ASPIICS, sono molto felice di confermare che è in buona salute e pienamente funzionale», ha detto Andrej Žukov del Royal Observatory of Belgium, che è il ricercatore principale dello strumento. «La fase di volo in formazione svolta la scorsa settimana, ci ha permesso di catturare delle nuove immagini della corona solare che appaiono spettacolari quanto quelle scattate prima dell’incidente».

Nel frattempo, i primi risultati ottenuti dai dati raccolti dalla missione sono stati pubblicati. Essi suggeriscono che le strutture legate al vento solare nella parte più interna della corona in prossimità della superficie solare, possono viaggiare tre o quattro volte più velocemente di quello che ritenevano gli scienziati sinora, ovvero 250-500 km/s contro 100 km/s.

Il lieto fine

Quando hanno ricevuto il primo segnale dall’unità Coronograph dopo un mese di silenzio, tutti gli addetti ai lavori hanno potuto tirare un sospiro di sollievo, pur sapendo tuttavia che il lavoro di ripristino di tutti i sottosistemi non era ancora concluso. Infatti nessuno era ancora in grado di dire in che modo un mese senza energia a bordo avesse influito sul satellite e se si fosse riusciti a riprendere la missione.

Anche per un evento raro come il risveglio di un veicolo spaziale da uno stato di “coma”, esiste una procedura operativa specifica, una checklist di operazioni che tecnici esperti devono eseguire prima di poter tirare una qualsiasi conclusione sul prosieguo della missione. Pertanto è stato controllato lo stato di ciascun sottosistema e si è anche riusciti ad eseguire anche le operazioni che avevano scatenato l’anomalia a febbraio, grazie ad una patch installata nel software del satellite.

La missione Proba-3 è partita per lo spazio il 5 dicembre 2024 con un vettore PSLV-XL dal Satish Dhawan Space Centre in India. I due satelliti sono stati collocati su di un’orbita ellittica con un apogeo di 60.500 km, un perigeo di 600 km ed un’inclinazione di 59°. La missione ha una durata nominale di due anni.

Fonte: ESA

  Questo articolo è © 2006-2026 dell'Associazione ISAA, ove non diversamente indicato. Vedi le condizioni di licenza. La nostra licenza non si applica agli eventuali contenuti di terze parti presenti in questo articolo, che rimangono soggetti alle condizioni del rispettivo detentore dei diritti.

Commenti

Discutiamone su ForumAstronautico.it
Exit mobile version