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Il 2026 sarà finalmente l’anno del primo lancio orbitale privato europeo?

La storia dei lanciatori privati europei inizia nel 1977 con l'azienda tedesca OTRAG. Credit: http://otrag.com/

Viste le numerose missioni annunciate il 2026 si prospetta come un anno decisamente lunare, con l’Europa che grazie all’Agenzia spaziale europea (ESA), aziende private, enti istituzionali e università, parteciperà ad alcune delle missioni previste.
L’attenzione del vecchio continente però sarà anche rivolta al settore dei lanciatori, dove una compagine di nuove aziende si contenderà il primato per il primo lancio orbitale privato europeo. In qualche caso ci sarà anche il titolo di primo lancio orbitale dal continente e il primo recupero di un booster.
Tutte queste aziende sono supportate dall’ESA (alcune anche dall’agenzia spaziale del proprio paese) che, tramite diversi programmi (Boost!, Future Launchers Preparatory Programme ed European Launcher Challenge), ne ha facilitato la nascita e lo sviluppo.

Spectrum, Mission II Onward and Upward

Lo Spectrum pochi istanti dopo il decollo durante il volo inagurale. Credit: Isar

L’azienda probabilmente più prossima all’impresa è Isar Aerospace, fondata nel 2018 a Monaco di Baviera, che dallo scorso dicembre ha il razzo Spectrum pronto in rampa presso lo spazioporto di Andøya, nel nord della Norvegia.
Isar è già al secondo tentativo per raggiungere l’orbita, infatti il primo del 30 marzo 2024 è fallito dopo pochi secondi dal decollo.
La causa è stata identificata con l’apertura non prevista di una valvola di sfiato che ha causato la perdita del controllo d’assetto del vettore. Considerando la vicinanza alla rampa di lancio, alla classica esplosione comandata è stato preferito lo spegnimento dei propulsori con conseguente ricaduta in mare.
Il secondo tentativo, inizialmente previsto per il 21 gennaio, è stato rinviato al 28 febbraio prossimo e a differenza del primo lancio, avrà a bordo alcuni payload (cinque cubesat e un esperimento).
Lo Spectrum è un vettore bistadio alto 28 metri, progettato per immettere in orbita bassa carichi fino a 1.000 kg o 700 kg in orbita eliosincrona.
Isar realizza in casa anche il propulsore Aquila alimentato a propano e ossigeno liquido (C3H8/LOX), utilizzato in nove unità per il primo stadio e singolarmente nel secondo con la capacità di riaccensione in volo, per il secondo.
Un terzo lancio è già previsto entro fine anno per la messa in orbita del satellite ΣYNDEO-3 dell’ESA. A bordo saranno presenti dieci payload con tecnologie innovative per il monitoraggio dei detriti orbitali, il deorbiting per satelliti e il controllo termico nello spazio.

RFA ONE, lancio inaugurale

Rappresentazione del vettore RFA One. Credit RFA

L’azienda Rocket Factory Augsburg nasce nel 2018 ad Augsburg in Baviera come spin-off del colosso aerospaziale tedesco OHB SE e con l’intento di «costruire razzi proprio come le autovetture».
RFA One è un vettore tristadio alto 30 metri in grado di immettere un carico di 1.300 kg in orbita bassa polare o eliosincrona.
Oltre ai componenti del vettore, RFA produce in casa anche i propulsori Helix e Fenix.
Il primo, alimentato dal classico cherosene RP-1 e ossigeno liquido (RP-1/LOX), in nove unità viene utilizzato sul primo stadio, mentre il secondo stadio ne utilizza solo uno in versione vacuum, ottimizzato per operare fuori dall’atmosfera terrestre.
Il Fenix è un propulsore riavviabile per il terzo stadio OTV (Orbital Transfer Vehicle) Redshift, alimentato da nitrometano (CH3NO2) e protossido di azoto (N2O).
Lo sviluppo e i test del vettore sono proceduti rapidamente fino all’agosto 2024 quando il primo stadio destinato al volo di debutto, è esploso durante un hot fire test, danneggiando inoltre la rampa di lancio presso lo spazioporto di SaxaVord sulle isole Shetland scozzesi.
Attualmente il lancio non ha una data stabilita ma è previsto entro la fine dell’anno. L’azienda ha già stipulato contratti di lancio con l’Agenzia spaziale tedesca DLR ed ESA per i successivi tre lanci.

Miura 5, lancio inaugurale

Il primo Miura 5 (Qualification Model – QM1), ripreso lo scorso novembre. Credit: PLD Space

Payload Aerospace S.L. (PLD Space), fondata nel 2011 a Elche in Spagna, è stata la prima azienda privata europea a condurre un hot fire test di un razzo a propellente liquido presso una struttura di proprietà.
Nell’ottobre 2023 lanciò il prototipo suborbitale Miura 1 dal Centro de Experimentación de El Arenosillo, sulla costa atlantica vicino a Siviglia, che raggiunse 46 chilometri di altitudine.
Il Miura 5, realizzato grazie alle tecnologie del predecessore, è un lanciatore a due stadi più un eventuale kick stage, alto 36 metri e in grado di immettere un carico di 1.080 kg in orbita bassa o 540 kg in orbita eliosincrona.
L’azienda produce anche il propulsore TEPREL-C (RP-1/LOX), che in cinque unità spinge il primo stadio, mentre un solo propulsore nella versione vacuum, è utilizzato per il secondo.
Il primo stadio è progettato per essere riutilizzato e inizialmente verrà fatto ammarare dolcemente nell’oceano, frenato contemporaneamente dai propulsori e da paracadute. Una versione avanzata sarà provvista di zampe d’atterraggio sul modello del Falcon 9.
Il lancio inaugurale avverrà dal sito ELM (Ensemble de Lancement Multilanceurs, letteralmente “complesso di lancio multi-lanciatore”) del Centre Spatial Guyannais (CSG) di Kourou, entro la fine dell’anno.

Maia Demo Flight

Rappresentazione del booster Maia mentre atterra su una chiatta. Credit: MaiaSpace

L’azienda francese MaiaSpace, nata nel 2022 come sussidiaria di ArianeGroup, ha realizzato in pochi anni un vettore parzialmente riutilizzabile a due stadi (con eventualmente un kick stage) facendo ricorso a tecnologie che ESA implementerà nei futuri lanciatori.
Il primo stadio è equipaggiato con quattro griglie stabilizzatrici e zampe d’atterraggio dispiegabili (sul modello del Falcon 9) ed è spinto da tre propulsori Prometheus a metano e ossigeno liquidi (CH4/LOX), mentre il secondo stadio a perdere utilizza una sola unità dello stesso motore.
Il Prometheus, realizzato da ArianeGroup per conto di ESA, è stato inizialmente progettato per il dimostratore riutilizzabile Themis, che l’Agenzia spaziale utilizzerà per sviluppare il successore dell’Ariane 6.
Maia è in grado di portare 500 kg in orbita bassa se il booster viene recuperato; se quest’ultimo è a perdere la capacità aumenta a 1.500 kg, salendo a 2.500 kg con l’aggiunta del kick stage.
Il lancio inaugurale del Maia dal CSG, non ha ancora una data comunicata ma dovrebbe avvenire entro la fine dell’anno. Durante la stesura di questo articolo MaiaSpace ha comunicato che, per testare in sicurezza tutti i componenti, il primo lancio non sarà orbitale ma sarà limitato a 100 km di altitudine.

Prime

Il simulacro del vettore Prime, mostrato per la prima nel 2023. Credit: Orbex

Orbital Express Launch Ltd. (Orbex) è un’azienda scozzese fondata nel 2015, che solo dal luglio 2025 è stata selezionata da ESA per completare lo sviluppo del proprio lanciatore Prime iniziato nel 2018.
Prime è un vettore bistadio parzialmente riutilizzabile alto 19 metri in grado di portare carichi fino a 200 kg in orbita bassa o eliosincrona, spinto da propulsori alimentati a propano e ossigeno liquido (C3H8/LOX), di cui ancora non è stato rivelato il nome, le caratteristiche tecniche o immagini ravvicinate, ma solo che sono realizzati utilizzando ampiamente la stampa 3D.
Il primo lancio avverrà da SaxaVord entro la fine dell’anno, ma l’azienda sin dall’inizio ha investito molto sul nuovo Sutherland spaceport in corso di realizzazione sulla penisola A’ Mhòine nel nord della Scozia, il cui completamento però è attualmente fermo.

In Flight Demonstrator

L’ogiva e il progetto del nuovo dimostratore, la lavorazione di un serbatoio in fibra di carbonio e la fase di test di carico sullo stesso integrato nel corpo principale. Credit: Avio

L’IFD, dimostratore riutilizzabile mono e bistadio con propulsione a metano e ossigeno liquidi (CH4/LOX), è nelle fasi finali di realizzazione da parte dell’azienda italiana Avio, che entro quest’anno dovrebbe effettuare entrambi i test di volo.
Da gennaio inoltre, con il beneplacito di ESA, Avio è diventata ufficialmente launch service provider per il proprio vettore Vega-C e le sue future evoluzioni, gestendo quindi in autonomia i contratti di lancio che fino al 2025 affidava ad ArianeSpace.

Altre aziende europee sono attualmente in uno stato avanzato di sviluppo del proprio lanciatore orbitale, il cui debutto però avverrà nei prossimi anni, tra cui: Skyrora, HyImpulse, Latitude, Sirius e HyPrSpace.




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