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L’affidabile Ariane 5 getta le basi per Ariane 6

Il decollo della missione VA231. Credits: ESA

Il decollo della missione VA231. Credits: ESA

Con 74 lanci coronati da successo consecutivi, Ariane 5 ha adesso eguagliato il record di affidabilità di Ariane 4 e nel contempo ha eseguito un esperimento che aiuterà lo sviluppo di Ariane 6.
Arianespace ha annunciato il decollo dallo spazioporto europeo di Kourou in Guiana Francese alle 17.30 ora locale (21.30 in Italia) di una missione di circa 32 minuti per la messa in orbita di due satelliti.

Il primo a essere rilasciato dopo circa 28 minuti è stato Sky Muster 2, pesante 6405 kg e deputato a fornire accesso a internet ad alta velocità sul territorio dell’Australia incluse le isole di Norfolk, Christmas, Macquarie e Cocos. Dopo circa altri 4 minuti è stata la volta di GSAT-18, satellite indiano di 3404 kg che fornirà servizi di telecomunicazioni a livello nazionale. Al peso dei satelliti va aggiunto il peso dell’adattatore necessario al lancio in coppia e quindi il peso totale del carico per questa missione, denominata ufficialmente VA231 (Missione Ariane numero 231), è stato di 10663 kg.

Inizialmente la missione doveva porre in orbita il satellite giapponese Superbird 8 (DSN 1) che però si è danneggiato durante il trasporto e, vista l’impossibilità di riparazione in tempi brevi, si è optato per la sostituzione con Sky Muster 2. La necessità di verifiche di compatibilità e ricalcolo dei parametri di volo ha comunque fatto slittare di 3 mesi il via della missione.

Questa è stata la quinta missione eseguita quest’anno da un razzo Ariane 5 e il prossimo volo, previsto per il 17 novembre, porterà in orbita 4 satelliti della costellazione Galileo in una inedita missione di lancio con 4 diversi carichi e con uno stadio superiore diverso da quello utilizzato in questo caso.

Oltre al traguardo storico di lanci consecutivi portati a termine, la missione è stata importante poiché prevedeva di eseguire un esperimento una volta rilasciati i due carichi: ESA e Airbus Safran Launchers hanno pianificato di far continuare il volo dello stadio superiore per altri 30 minuti in modalità di parcheggio per simulare la missione più lunga prevista per il futuro Ariane 6. Durante questa fase 65 sensori e una videocamera all’interno del serbatoio di idrogeno liquido hanno monitorato il comportamento del propellente in microgravità.

Il motore HM7B in esposizione.
Credits: Wikipedia

I dati raccolti e ricevuti tramite la stazione di New Norcia in Australia serviranno per la progettazione del nuovo stadio superiore di Ariane 6. Su questa configurazione diAriane 5 viene utilizzato per lo stadio superiore il motore criogenico HM7B sviluppato da Snecma nel lontano 1979 (nella versione base HM7) per Ariane 1 e successivamente evoluto a questa versione per Ariane 2, 3 e 4 di cui costituiva il terso stadio. Sul nuovo vettore invece verrà utilizzato il motore Vinci, inizialmente previsto per l’evoluzione di Ariane 5, che offre in più la capacità di riaccensione consentendo una maggiore flessibilità nel rilascio di carichi multipli. Proprio la capacità di riaccensione, anche dopo 30 minuti e per ben 5 volte, beneficerà dei dati raccolti da questo test in volo poiché è vitale conoscere il comportamento del propellente durante le fasi di parcheggio in condizioni di microgravità e di bassa temperatura. Anche Ariane 5 è disponibile in una versione con stadio superiore riavviabile ma con motore ipergolico che ne abbassa notevolmente le prestazioni di carico utile.

Questo test chiude la serie di esperimenti relativi a questo programma di cui fanno parte due analoghi test eseguiti in precedenti missioni di Ariane 5, nel maggio 2015 e marzo 2016, che hanno verificato cosa avviene allo stadio superiore durante la ripressurizzazione del serbatoio e il raffreddamento del motore.

Fonte: ESA

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