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L’ESA recupera anche il sesto satellite Galileo

Rappresentazione artistica di un satellite di Galileo in orbita Credits: ESA

Rappresentazione artistica di un satellite di Galileo in orbita Credits: ESA

Anche il sesto satellite della costellazione Galileo ha raggiunto la sua orbita corretta. Lo ha annunciato l’agenzia spaziale europea Venerdì scorso 13 Marzo.

Collocato nell’Agosto 2014 assieme al quinto, su di un’orbita allungata a causa di un’anomalia avvenuta durante il lancio, il sesto satellite Galileo aveva iniziato ad orbitare la Terra portandosi a 25.900 km di quota per poi scendere a 13.713 km mandando così in confusione il sensore di Terra, il quale non ha potuto far sì che le antenne di navigazione potessero puntare verso la superficie terrestre.

Immediatamente dopo il lancio, il team di ingegneri del programma Galileo dell’ESA, gli specialisti delle dinamiche del volo dell’ESOC, gli ingegneri dell’agenzia spaziale francese CNES, i tecnici della SpaceOpal operatore dei satelliti ed il loro costruttore, OHB, hanno formato un team per la stesura di un piano di recupero. Esso ha previsto la circolarizzazione dell’orbita dei due satelliti, alzando di 3.500 km la quota del perigeo.

Il quinto Galileo è stato così collocato nella sua corretta alla fine di Novembre 2014 ed i suoi payloads sono stati attivati i mese seguente, per dare inizio alla fase di testing.

Ora, anche il sesto satellite ha raggiunto la stessa orbita del quinto.

Quest’ultima operazione di recupero è incominciata alla metà di Gennaio e si è conclusa sei settimane dopo, con un totale di 14 manovre eseguite.
L’attuale posizione è in realtà speculare a quella del quarto satellite, quindi le due unità risultano essere alle posizioni opposte rispetto al pianeta.

L’esposizione della coppia di satelliti alle pericolose radiazioni della fascia di Van Allen, è stata fortemente ridotta, al fine di garantirne l’affidabilità futura.
Va sottolineato inoltre il fatto che il nuovo percorso orbitale implica che le due unità sorvolano lo stesso punto al suolo ogni 20 giorni, mentre l’orbita standard degli altri satelliti Galileo prevede il sorvolo dello stesso punto al suolo ogni 10 giorni. Tuttavia, il confronto delle due tipologie di orbite aiuterà gli ingegneri a sincronizzare la traccia al suolo del quinto e del sesto satellite con quelle del resto della costellazione.

I risultati dei tests eseguiti su Galileo 5 sono stati positivi e come detto, la campagna di tests per il sesto è imminente e verrà gestita anch’essa dal centro ESA di Redu, in Belgio, il quale utilizzando la propria antenna da 20 metri di diametro studierà con una risoluzione elevata la forma e la forza dei segnali di navigazione.

Sono molto orgoglioso di quello che hanno fatto sia i teams in ESA che quelli delle industrie nostre partner,” ha dichiarato Marco Falcone, capo del Galileo System Office. “La nostra intenzione fin dai primi giorni dopo l’errato inserimento orbitale, era quella di recuperare questi due satelliti alla normale operatività. Questo è il nostro compito all’interno di ESA.

La decisione finale, se utilizzare i due satelliti per la navigazione e per le attività di search & rescue prefissate in sede progettuale, verrà presa dalla Commissione Europea in quanto proprietaria del sistema, sulla base dei risultati dei tests orbitali e della capacità del sistema di fornire dati di navigazione dalle nuove orbite migliorate.

Il lancio dei prossimi due satelliti Galileo è previsto per il 27 Marzo.

 

L’orbita originale (in rosso) e quella corretta (in blu) del quinto e del sesto satellite Galileo assieme a quella dei primi quattro satelliti (verde). I primi quattro satelliti, lanciati a coppie nel 2011 e nel 2012, sono stati rilasciati in orbite circolari ad una quota di 23 222 km su due due piani. Il quinto ed il sesto sono stati lanciati da un vettore Sojuz–Fregat il 22 Agosto 2014, sono stati collocati in un’orbita errata a causa di un problema con l’upper stage. (C) ESA.

 

Fonte: ESA

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