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Il vettore H3 ritorna a volare

Il lancio del razzo H3 del 12 giugno 2026 - Credit: JAXA

Il razzo giapponese H3, sviluppato da JAXA e Mitsubishi Heavy Industries, è tornato in volo con successo lo scorso 11 giugno, decollando dal centro spaziale di Tanegashima. Si è trattato dell’ottavo lancio del vettore e del primo dopo il fallimento di dicembre, quando il satellite di navigazione Michibiki 5 non aveva raggiuto l’orbita corretta.

Le indagini di JAXA avevano attribuito il fallimento a uno shock anomalo durante la separazione ed espulsione dell’ogiva che protegge il carico utile nella parte sommitale del razzo. È probabile infatti che una delle due metà abbia danneggiato strutturalmente sia il satellite che l’adattatore che lo collegava al secondo stadio.
Poco dopo, al momento dello staging (la separazione tra primo e secondo stadio), lo sfortunato lancio è arrivato all’epilogo: il danno causato dalle carenature aveva portato al distacco prematuro del satellite Michibiki 5 dal razzo, e danneggiato le linee di propellente del secondo stadio che ha proseguito la corsa verso l’orbita senza più il suo prezioso carico.

H3 è tornato in servizio nella nuova configurazione denominata H3-30S, equipaggiata con tre motori LE-9 nel primo stadio invece dei due usati in precedenza, e non è dotato di razzi ausiliari a combustibile solido (SRB). Trattandosi primariamente di un volo di prova, in via previdenziale il carico utile è consistito solo di sei piccoli satelliti.

Il successo di questo lancio apre la strada ad alcune missioni chiave che erano rimaste in attesa, come il secondo veicolo cargo HTV-X destinato alla Stazione Spaziale Internazionale, e la missione Martian Moons eXploration, (MMX) che riporterà a Terra frammenti di Phobos, uno dei satelliti di Marte. Entrambe sono programmate per la fine di quest’anno.

Fonte: SpaceNews

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