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La Corea del Sud è diventata una nazione “spaziale”

Finalmente anche la Corea del Sud, dopo mesi di ritardo ed alcuni fallimenti, è riuscita a lanciare il vettore KSLV-1 (Korea Space Launch Vehicle-1) decollato dal cosmodromo di Naro, situato a circa 460 km a sud di Seoul, riuscendo ad immettere in orbita il satellite STSAT-2C.

Questo lancio avviene dopo due tentativi falliti, che risalgono al 2009 e 2010, e due rinvii dovuti a perdite di combustibile, lo scorso mese di ottobre, e problemi al sistema di guida nel novembre 2012.

Il lancio del 2009 avvenne senza problemi ma un difetto nel meccanismo di rilascio impedì il corretto utilizzo del satellite che il vettore trasportava. Nel 2010 il fallimento fu più drammatico; il vettore esplose dopo circa due minuti di volo.

La Corea del Sud è diventata in questo modo la 13° nazione in grado di immettere in orbita un satellite lanciato dal proprio paese; nello spazio ci sono già circa 10 satelliti sud coreani, ma tutti lanciati da altri paesi.

L’avventura spaziale della Corea del Sud ebbe inizio nel 2004 sulla scia di un accordo di collaborazione tra la Corea stessa e la Russia per lo sviluppo e la costruzione del vettore KSLV-1 decollato lo scorso mercoledì 30 gennaio 2013.

Il primo stadio fu sviluppato e costruito in Russia mentre il secondo stadio ed il carico utile sono stati progettati e costruiti in Corea. Il satellite, denominato STSAT-2C (Science and Technology Satellite-2C) del peso di circa 100 kg, posto in orbita con questo lancio è anch’esso un velivolo di test progettato esclusivamente per verificare la capacità del paese di mettere in orbita un satellite artificiale.

Il volo orbitale è durato circa 9 minuti; al minuto +7:33 si sono spenti i motori del secondo stadio e dopo circa 90 sec. vi è stata l’apertura dei pannelli solari e la separazione del satellite dal vettore.

 

Fonte: NasaSpaceFlight.com

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