Aggiornamenti dal sistema solare: maggio 2018

Credit: NASA

Mese pieno di aggiornamenti, quello appena concluso. Ci sono stati i lanci di Insight e QueQiao diretti, rispettivamente, verso Marte e la Luna insieme al loro carico di microsatelliti. Il mese di giugno non sarà da meno, con l’arrivo di Hayabusa 2 su Ryugu, che darà inizio alla sua missione scientifica, e il risveglio dall’ibernazione di New Horizons, diretta verso il suo prossimo obiettivo nella fascia di Kuiper.

Numerosi anche gli aggiornamenti sulle missioni future. ESA effettua i primi test sul paracadute che verrà utilizzato nella missione ExoMars 2020, mentre NASA ha annunciato che il rover Mars 2020 porterà con sé un piccolo drone autonomo e che lo scudo termico presentava dei difetti e dovrà essere sostituito. Le due agenzie, inoltre, cominciano a pensare alle missioni successive al 2020, in particolare quelle che riguardano il recupero di campioni di suolo marziano. Spingendoci ancora di più nel futuro, ESA ha ufficialmente scelto la missione M4 del programma Cosmic Vision, il telescopio spaziale ARIEL che andrà a caccia di esopianeti, e ha anche annunciato le tre missioni finaliste per M5: SPICA (osservatorio all’infrarosso), THESEUS (a caccia di emissioni di raggi gamma) e EnVision (orbiter di Venere).

E mentre NASA valuta il possibile utilizzo di generatori a radioisotopi anche sulle piccole missioni del programma Discovery, nuove analisi sui dati della sonda Galileo degli anni ’90 hanno permesso di scoprire che la sonda era passata attraverso dei getti di vapore provenienti da Europa.

Di seguito il dettaglio delle varie missioni attive e quelle in fase di preparazione.

In preparazione per il lancio

La prossima missione a partire sarà Parker Solar Probe (NASA), sonda solare che otterrà il record per il massimo avvicinamento alla nostra stella. Il lancio è previsto per il 31 luglio. Dopo aver completato i test pre-lancio presso il Goddard Space Centre, in Maryland, a inizio aprile la sonda è arrivata a Titusville in Florida, dove completerà l’integrazione finale. In particolare, nel mese scorso sono stati testati i pannelli solari.

Uno dei pannelli solari di Parker Solar Probe durante un test il 2/5/2018. L’applicazione di una corrente elettrica fa riscaldare le celle solari che emettono luce rossa e possono quindi essere ispezionati individualmente. Credit: NASA/Johns Hopkins APL/Ed Whitman

La prossima importante missione interplanetaria europea, BepiColombo, partirà verso Mercurio ad ottobre. La missione si compone di due elementi principali: il Mercury Planetary Orbiter (MPO), di ESA, e il Mercury Magnetospheric Orbiter (MMO) di JAXA. Entrambe le sonde hanno raggiunto nelle scorse settimane il centro spaziale di Kourou, dove verranno integrati sul Mercury Transfer Module (MTM) per poi essere installati sul lanciatore Ariane 5.

La prossima missione lunare indiana, Chandrayaan 2, non partirà prima di ottobre 2018. La missione sarà composta da un orbiter, un lander ed un piccolo rover. Il sito di atterraggio prescelto è nei dintorni del polo sud lunare. La data di lancio era prevista inizialmente per aprile di quest’anno, ma si è preferito rimandare di qualche mese per effettuare ulteriori test sugli strumenti.

Chang’e 4 (CNSA) partirà entro la fine dell’anno insieme ad un rover per atterrare sul lato nascosto della Luna.

Nel sistema solare interno

È partita lo scorso 5 maggio la missione della NASA, Insight. Insieme al lander, che esplorerà il suolo e sottosuolo marziano, sono partiti anche due piccoli cubesat, denominati MarCO-A e MarCO-B, che compiranno un flyby del pianeta rosso durante l’atterraggio di Insight e, pur non essendo necessari al successo della missione, cercheranno di dimostrare la possibilità di utilizzare questi piccoli satelliti per ritrasmettere i dati provenienti dal lander a Terra. La sonda ha già effettuato con successo la prima manovra correttiva il 22 maggio, mentre l’atterraggio avverrà il 26 novembre di quest’anno.

Il 20 maggio è partita anche QueQiao, anch’essa insieme a due microsatelliti, LongJiang1 e 2. Il satellite cinese servirà da ripetitore per Chang’e 4 che, atterrando sul lato nascosto della Luna, non avrà la possibilità di comunicare direttamente con la Terra. QueQiao è diretto verso il punto lagrangiano L2 del sistema Terra-Luna, che raggiungerà nei prossimi giorni. LongJiang-2 è invece entrato in un’orbita lunare fortemente ellittica, mentre pare che LongJiang-1 abbia perso i contatti e non sia riuscito ad entrare in orbita.

In attesa delle nuove missioni cinesi, diverse sonde continuano ad esplorare la Luna senza particolari aggiornamenti questo mese. Si tratta di Lunar Reconnaissance Orbiter (NASA), che da quasi dieci anni continua a mappare la Luna ad altissima risoluzione, le due sonde della missione ARTEMIS (NASA), che stanno studiando il campo magnetico nei pressi del satellite, e le cinesi Chang’e 5-T1, in orbita, e Chang’e 3, sulla superficie, che si presumono ancora attive.

Ci sono diverse sonde della NASA che condividono  l’orbita della Terra, anche se ad una certa distanza dal nostro pianeta. Innanzi tutto le due sonde della missione STEREO, Stereo-A e Stereo-B (di quest’ultima, però si sono persi i contatti da diverso tempo) e il telescopio spaziale all’infrarosso Spitzer. Infine c’è Kepler, il telescopio progettato per la scoperta di esopianeti più famoso e di gran lunga più di successo. Ormai in orbita da nove anni, purtroppo la sua missione volge al termine a causa dell’esaurimento del combustibile a bordo.

Relativamente poco lontano, presso il punto lagrangiano L1 Terra-Sole, ci sono le sonde per l’osservazione solare WIND (NASA), ACE (NASA) e SoHO (NASA/ESA), e la missione di studio del clima terrestre DSCOVR (NASA/NOAA).

Dall’altra parte della Terra rispetto al Sole, intorno al punto lagrangiano L2, c’è invece la sonda Gaia (ESA), che si occupa di mappare la nostra galassia e quelle limitrofe. La seconda versione di questa mappa cosmica è stata rilasciata recentemente e darà lavoro ad astronomi e scienziati per anni.

Sta finalmente per cominciare la missione di Hayabusa 2 (JAXA) dopo aver viaggiato per anni per incontrare l’asteroide Ryugu. Al momento mancano solo circa 6000 km all’obiettivo e la Approach Phase comincerà ufficialmente nei prossimi giorni quando la sonda sarà a 2500 km da Ryugu. Le operazioni di superficie includeranno la raccolta campioni e il rilascio di alcuni piccoli lander autonomi, e si svolgeranno a partire dal prossimo Settembre.

Anche la sonda della NASA OSIRIS-REx è in viaggio verso l’asteroide Bennu che raggiungerà tra 77 giorni, ad agosto. In queste settimane la sonda sta continuando a testare i vari strumenti in preparazione alla missione scientifica.

Come per altre missioni cinesi la cui fase principale è terminata da tempo, non si hanno notizie di Chang’e 2, che dopo aver concluso la sua missione principale in orbita intorno alla Luna e quelle secondarie che l’hanno vista orbitare il punto lagrangiano L2 del sistema Terra-Sole e sorvolare l’asteroide 4179-Toutatis, è attualmente in orbita eliocentrica. Anche la sonda giapponese Akatsuki continua senza particolari aggiornamenti le sue osservazioni in orbita intorno a Venere.

Esplorando Marte

A fine aprile è cominciata la missione scientifica di Trace Gas Orbiter (TGO), della missione ESA/Roscosmos Exomars 2016, dopo oltre 1 anno passato a raggiungere l’orbita programmata intorno a Marte. La sonda ha come obiettivo principale quello di scovare gas in traccia nell’atmosfera marziana, tra cui ad esempio il metano che, sulla Terra, è prodotto sia da processi biologici che da processi geologici.

L’altra sonda europea in orbita intorno a Marte è Mars Express, sul pianeta rosso dal 2003. La sonda veterana ha da poco effettuato un completo aggiornamento del software di bordo, che permetterà a Mars Express di continuare la propria missione riducendo al minimo i consumi di propellente.

A far compagnia alle sonde europee in orbita intorno a Marte ci sono altre 4 sonde veterane: Mars Odyssey (NASA), Mars Reconnaissance Orbiter (NASA), MAVEN (NASA) e Mars Orbiter Mission (ISRO).

Sulla superficie di Marte siamo arrivati al sol 2068 per Curiosity/Mars Science Laboratory (MSL). Il rover sta esplorando la regione oltre il Vera Rubin Ridge, lungo il cammino verso la cima del Monte Sharp. Dopo diversi tentativi e una lunga inattività, il rover è finalmente riuscito a utilizzare nuovamente il piccolo trapano, stavolta in modalità “percussiva”, per ottenere piccoli campioni di roccia da analizzare presso l’obiettivo denominato “Duluth”.

Immagine ravvicinata del foro di circa 5 cm prodotto con il nuovo metodo “percussivo” da Curiosity presso Duluth. Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS

È invece il sol numero 5103 per l’altro rover marziano della NASA, Opportunity. Il Mars Exploration Rover (MER) sta continuando l’esplorazione nella Perseverance Valley.

Nel sistema solare esterno

La sonda americana Dawn è sempre in orbita intorno al pianeta nano Cerere, mentre sta completando la sua seconda estensione di missione. La sonda sta usando in questi giorni i propri motori a ioni per passare dall’orbita XMO6 alla XMO7, orbita molto ellittica ma con periastro che la porterà a soli 35 km dalla superficie. Durante quest’ultima orbita la sonda consumerà molto propellente e ci si aspetta che questo si esaurisca entro la fine dell’anno, portando la lunghissima missione di questa sonda alla sua conclusione.

Juno, sempre di NASA, è in orbita intorno a Giove, principalmente per studiarne l’atmosfera e il campo magnetico. La sonda ha appena compiuto il passaggio ravvicinato PJ13 nella sua lunga orbita ellittica intorno al gigante gassoso. Il prossimo flyby, il PJ14, è previsto per metà luglio.

Una vista inusuale di Giove e la grande macchia rossa da parte di Juno durante il PJ12. Credit: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS/Gerald Eichstäd/Seán Doran

La sonda americana New Horizons è in viaggio verso l’oggetto della fascia di Kuiper 2014 MU69 “Ultima Thule”, che raggiungerà tra 245 giorni. New Horizons è attualmente in ibernazione prima del flyby ma verrà risvegliata il nei prossimi giorni per cominciare la lunga preparazione al flyby che avverrà a capodanno del 2019.

Infine, le sonde americane Voyager 1 e 2, dopo aver sorvolato Giove, Saturno e, nel caso di Voyager 2 anche Urano e Nettuno, sono ancora operative nel loro viaggio di allontanamento dal sistema solare. Voyager 1 si trova attualmente a circa 141 UA dalla Terra (19 ore e 36 minuti-luce). Voyager 2 è invece a circa 117 UA dalla Terra (16 ore e 13 minuti-luce).

Sommario missioni

Missioni in fase di preparazione per il lancio: 5

Missioni operative nella fase principale o estesa: 27

Missioni in viaggio verso il prossimo obiettivo: 6

 

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Matteo Carpentieri

Appassionato di astronomia e spazio, laureato in una più terrestre Ingegneria Ambientale. Lavora come lecturer (ricercatore) all'Università del Surrey, in Inghilterra. Scrive su AstronautiNews.it dal 2011.