ISS Weekly Status Report – 03.2017

ISS, Shuttle, Soyuz ed ATV

Pubblichiamo il nuovo report delle attività svolte dagli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale

18 gennaio

Japanese Small Satellite Orbital Deployer-6 (J-SSOD6) Removal
L’equipaggio ha ripressurizzato il JEM Airlock (Jemal), dopodiché ha esteso la Slide Table all’interno della ISS per rimuovere i distributori dal Multi-Purpose Experiment Platform (MPEP). Il prossimo utilizzo di Jemal sarà l’installazione della High Definition Television External Facility-2 (HDTV-EF2), un sistema di telecamere ad alta definizione che verrà utilizzato per l’osservazione della Terra.

Electrostatic Levitation Furnace (ELF) Holder Removal
Lo scorso 27 dicembre 2016, durante l’analisi del problema di ELF, non si era stati in grado di ruotare l’ELF Sample Holder. L’equipaggio ha rimosso ed ispezionato il Sample Holder, dopodiché ha inserito una nuova Sample Cartridge. Si è provveduto al ripristino del cablaggio ed alla reinstallazione del Sample Holder all’interno del Work Volume. L’ELF è un impianto sperimentale progettato per far levitare/fondere/solidificare i materiali con tecniche di lavorazione senza contenitore utilizzando il metodo elettrostatico di levitazione.
[NDT : Probabilmente in tanti abbiamo visto in TV le immagini di astronauti che giocano con gocce d’acqua che galleggiano nell’aria. Un forno a levitazione è uno strumento il cui funzionamento è concettualmente simile a quella della goccia d’acqua fluttuante. L’Electrostatic Levitation Furnaces è un payload scientifico, in cui una varietà di materiali può essere elaborata senza crogiolo, sfruttando l’ambiente in microgravità presente sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Perché i materiali devono levitare durante gli esperimenti? Quando, ad esempio, fondiamo il vetro sulla Terra, una miscela di materie prime è messa in un contenitore denominato “crogiolo”, e l’intero crogiolo viene riscaldato per fondere i materiali in esso contenuti. Successivamente i materiali fusi vengono raffreddati per la solidificazione. Nel processo di fusione ad alta temperatura avviene una reazione chimica tra i materiali allo stato liquido ed il crogiolo, ciò comporta che le impurità dal contenitore vengono introdotte nella materia prima. Per evitare la contaminazione da parte del crogiolo, dobbiamo semplicemente smettere di utilizzarlo, cioè, le materie prime devono essere riscaldate in levitazione. Questo è un metodo di trattamento unico che è facilmente realizzabile in un ambiente a gravità zero o microgravità. Si potrebbe pensare che sia facile far levitare materiali nello spazio perché non c’è gravità. Tuttavia, si riscontrano vari problemi durante gli esperimenti attuali. In teoria un oggetto posto a gravità zero, se non è sottoposto ad alcuna forza, non dovrebbe spostarsi, bensì galleggiare rimanendo fermo nella sua posizione. In realtà esso subisce una forza dovuta alla gravità residua che, anche nello spazio, grava sui movimenti degli astronauti, sull’attracco di una navetta spaziale alla ISS, etc. Se la posizione dell’oggetto non è controllata correttamente, l’oggetto verrà spostato da queste forze, e gli esperimenti, inevitabilmente, falliranno. Sono state sviluppate varie tecnologie per controllare con successo la posizione di un campione sottoposto ad esperimenti. La levitazione di oggetti con la forza elettrostatica, come suggerisce il nome, permette di far levitare gli oggetti con la sola forza elettrostatica. In questo metodo, le forze di Coulomb che interagiscono tra il campione e gli elettrodi circostanti possono essere attivamente controllate per mantenere la posizione del campione. Pertanto, l’ELF controlla il materiale rilevandone la posizione tramite un sensore che invia un segnale agli elettrodi superiore e inferiore. Ciò significa che quando il materiale si sposta a destra, viene inviato rapidamente un segnale di posizione agli elettrodi in modo che possano controllare la forza elettrostatica per spostare il materiale verso sinistra. Questo metodo consente inoltre di spostare il materiale e fissarlo in una qualunque posizione desiderata, inoltre è anche possibile far ruotare il materiale stesso. Il materiale in levitazione può essere riscaldato mediante irradiazione con laser controllabili separatamente. I processi di fusione e recristallizzazione del materiale possono essere osservati usando un termometro a radiazione e le telecamere CCD, che vengono posizionate attorno al materiale. L’ELF è situato nel JEM Multipurpose Small Payload Rack (MSPR) in Kibo.]

Fluid Shifts Before, During and After Prolonged Space Flight and Their Association with Intracranial Pressure and Visual Impairment (Fluid Shifts)
Due membri dell’equipaggio della Soyuz 49S, giunti al traguardo del Flight Day 45 (FD45), hanno effettuato la sessione finale dell’esperimento Fluid Shifts all’interno del Russian Service Module (SM). Un soggetto ha indossato la tuta Lower Body Negative Pressure (LBNP/Chibis), mentre il collega agiva in qualità di operatore che, con il supporto degli specialisti a Mosca, ha collaborato al monitoraggio medico. Mentre il soggetto indossava la tuta LBNP, il Crew Medical Officer effettuata gli esami Distortion Product Otoacoustic Emissions (DPOAE), Optical Coherence Tomography (OCT) e la Tonometria. Fluid Shifts indaga le cause che concorrono ai cambiamenti fisici gravi e duraturi agli occhi di un astronauta. Poiché si ipotizza che la causa di questi cambiamenti sia il passaggio dei fluidi verso la testa, si vuole comprendere se l’inversione del flusso, utilizzando sul corpo un dispositivo di bassa pressione negativa, possa rappresentare la soluzione del problema. I risultati di questo studio potranno aiutare a sviluppare misure preventive che potranno impedire i cambiamenti duraturi e/o danni permanenti agli occhi degli astronauti.

Combustion Integration Rack (CIR) Multi-user Droplet Combustion Apparatus (MDCA) Troubleshooting Part 3
Utilizzando gli strumenti assemblati ieri, l’equipaggio ha rimosso con successo l’MDCA dall’interno della CIR Combustion Chamber. L’equipaggio ha riparato la chiusura a molla che ne impediva la rimozione, dopodiché ha reinstallato l’MDCA. La prossima settimana, l’equipaggio riconfigurerà il CIR per l’esperimento Cool Flames Investigation (CFI). Il CFI fornisce una nuova visione del fenomeno in cui alcuni combustibili inizialmente bruciano generando fiamme e temperature molto elevate, per poi apparentemente estinguersi in breve tempo ma in realtà continuare a bruciare ad una temperatura molto più bassa, senza fiamme visibili (fiamme fredde). Capire la combustione a fiamma fredda aiuterà gli scienziati a sviluppare nuovi motori e nuovi carburanti più efficienti ma anche migliorare la sicurezza a bordo della ISS.

ARED Sensor Calibration
L’equipaggio ha effettuato la calibrazione del sensore tramite il software installato sullo Station Support Computer (SSC). Questa attività, effettuata dopo l’installazione del nuovo software, calibra i sensori di rotazione del braccio principale ed i sensori di carico per le esercitazioni che vedono l’utilizzo dei cavi.

Vacuum Access Port (VAP) Installation Procedure Review
Oggi, l’equipaggio ha ripassato le procedure e recuperato l’hardware per supportare l’installazione del Vacuum Access Port (VAP) che dal LAB Vent Relief Valve verrà trasferito nel Node 2 per fornire la capacità di creazione del vuoto per i Visiting Vehicles ormeggiati al Node 2 Nadir ,dopo che il PMA3 è stato trasferito sul Node 2 Zenith. L’installazione del VAP è prevista per giovedì prossimo, GMT 019. Il VAP Mod Kit è costituito da un Vacuum Access Port, dai Vacuum Hoses e dai Vacuum Access Port Adapters a supporto della creazione del vuoto attraverso la LAB Vent Relief Valve.

Columbus Return Grid Sensor Housing (RGSH) Internal Cleaning
L’equipaggio ha controllato e pulito il Columbus RGSH, l’interno dell’RGSH e l’Air Duct Debris Screen installato sul Port Cone. L’RGSH è stato rimosso per avere pieno accesso ai sensori interni e consentirne la pulizia con l’aspirapolvere.

Improved Payload Ethernet Hub Gateway (iPEHG) Procedure Review
L’equipaggio ha recuperato la procedura di installazione dell’iPEHG all’interno dell’Expedite the Processing of Experiments to the Space Station (ExPRESS) Rack-7 (ER-7), in programma venerdì prossimo. Al termine del ripasso, l’equipaggio ha partecipato ad una videoconferenza con l’ExPRESS Rack Ops Lead per discutere su alcuni punti di attenzione relativi alla nuova installazione. L’iPEHG è un componente della Joint Station Local Area Network (JSL) che fornisce connettività ethernet full-duplex tra dispositivi dell’International Standard Payload Racks (ISPR), dell’ExPRESS Rack, del JSL Edge Routers (ER) e la fibra ottica degli High Rate Data Link (HRDL) Gateway fino all’High Rate Communications System (HRCS).

Solid State Lighting Assembly (SSLA) Installation
Oggi, l’equipaggio ha installato le SSLAs nel Node 1 Overhead Port e nell’Overhead Starboard. Gli SSLA sono stati progettati per sostituire i General Luminaire Assemblies (GLAs) per migliorare l’acuità visiva e per fornire una miglior soluzione per affrontare i disagi dovuti ai ritmi circadiani ed al ciclo del sonno dell’equipaggio. Per raggiungere questi obiettivi, gli SSLA sono stati progettati per funzionare in 3 modalità di spettro luminoso distinte. Le diverse modalità di funzionamento hanno a che fare con la gestione della porzione del blu fornita dalla luce delle lampade; la luce blu ha impatti sulla produzione di melatonina che a sua volta ha impatti sul sonno.
[NDT : Cos’è la melatonina? La melatonina è un ormone che viene prodotto dal nostro corpo tutti i giorni dalla ghiandola pineale e serve a regolare il ciclo sonno-veglia. La melatonina non ci fa dormire meglio o prima, semplicemente indica al nostro organismo quando è il momento di riposare e quando, invece, di essere attivo. L’ormone ha bisogno del buio per essere sintetizzato. Per questo motivo i suoi livelli sono più alti la notte e si abbassano al mattino quando sorge il sole.]

CLPA (Camera Light Pan Tilt Assembly) Install on Space Station Remote Manipulator System (SSRMS)
Venerdì scorso, la verifica della Camera Light Pan Tilt Assembly non aveva evidenziato alcuna anomalia ma, quando si è tentato di accendere il faretto di illuminazione si registrava un episodio di sovraccarico elettrico. I Ground teams hanno deciso che la telecamera potesse essere installata ugualmente anche se il faretto di illuminazione risultava guasto. Nel corso della giornata è stato deciso di ispezionare il CLPA, il MTRA, analizzare in dettaglio il problema ed installare il CLPA sull’SSRMS End B. L’ispezione permetterà una verifica a distanza ravvicinata del connettore a 72 pin dalla telecamera. Se verrà scoperto un danno al connettore, la CLPA verrà reinstallata sull’MTRA anzichè sull’SSRMS End B.

 

19 gennaio

Vacuum Access Port (VAP) Installation and Leak Check
Oggi l’equipaggio ha installato il Vacuum Access Port (VAP) che dal LAB Vent Relief Valve è stato trasferito sul Node ,2 per fornire la capacità di creazione del vuoto per i Visiting Vehicles ormeggiati al Node 2 Nadir, dopo che il PMA3 è stato trasferito sul Node 2 Zenith. Al termine dell’installazione si è provveduto a depressurizzare il VAP per poter effettuare un controllo delle perdite ed una verifica di integrità. Il VAP Mod Kit è costituito da un Vacuum Access Port, dai Vacuum Hoses e dai Vacuum Access Port Adapters a supporto della creazione del vuoto attraverso la LAB Vent Relief Valve.

Story Time From Space Heat Transfer Demonstration
L’equipaggio ha eseguito la sessione Heat Transfer Experiment dell’esperimento Story Time From Space. Gli astronauti hanno effettuato una dimostrazione di come il calore si propaga nello spazio. La registrazione video verrà inviata a Terra e sarà utilizzata per scopi didattici. Story Time From Space è un progetto di alfabetizzazione volto alla promozione della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica e si compone di sette libri e delle relative dimostrazioni scientifiche realizzate dagli astronauti in orbita.

Fluid Shifts Before, During and After Prolonged Space Flight and Their Association with Intracranial Pressure and Visual Impairment (Fluid Shifts)
Un membro dell’equipaggio della Soyuz 48S ed uno della Soyuz 49S hanno effettuato il loro giorno 2 dell’esperimento Chibis Imaging. Un soggetto ha indossato la tuta Lower Body Negative Pressure (LBNP/Chibis), mentre il collega agiva in qualità di operatore che, con il supporto degli specialisti di Houston, ha collaborato al monitoraggio medico. Mentre il soggetto indossava la tuta LBNP, il Crew Medical Officer effettuata i rilievi della pressione arteriosa, i rilievi oftalmici e le scansioni ecografiche in varie parti del corpo utilizzando l’Human Research Facility (HRF). Fluid Shifts indaga le cause che concorrono ai cambiamenti fisici gravi e duraturi agli occhi di un astronauta. Poiché si ipotizza che la causa di questi cambiamenti sia il passaggio dei fluidi verso la testa, si vuole comprendere se l’inversione del flusso, utilizzando sul corpo un dispositivo di bassa pressione negativa, possa rappresentare la soluzione del problema. I risultati di questo studio potranno aiutare a sviluppare misure preventive che potranno impedire i cambiamenti duraturi e/o danni permanenti agli occhi degli astronauti.

Aquapad Analysis
L’equipaggio ha verificato ed analizzato i campioni di acqua prelevati martedì scorso. Questa è la terza sessione di prelievi ed analisi Aquapad, indagine che vede l’equipaggio impegnato nel verificare, mediante l’uso dell’applicazione Everywear, la crescita delle colonie batteriche e dei livelli di condensa in ciascuno degli Aquapad Containment Boxes. Al termine dell’ispezione, l’equipaggio ha scattato alcune fotografie ad un Containment Box che verranno inviate a terra per le analisi. Aquapad rappresenta un nuovo approccio nell’analisi della potabilità dell’acqua sviluppato dall’agenzia Spaziale Francese (CNES). Lo strumento consiste semplicemente in un assorbente in cotone su cui viene iniettato 1 ml di acqua. La presenza di microbi viene segnalata dalla formazione di macchie colorate che ne rivela la posizione. Utilizzando un’app installata su un tablet, l’equipaggio può fotografare i punti colorati per calcolare con precisione il numero di batteri presenti.

Mobile Servicing System (MSS) Operations
I Robotics Ground Controllers hanno manovrato lo Special Purpose Dexterous Manipulator (SPDM) Arm2, hanno afferrato l’SPDM Enhanced Orbital Replacement Unit (ORU) Temporary Platform (EOTP) per ruotarlo e successivamente per predisporre il parcheggio dell’SPDM. Subito dopo hanno manovrato lo Space Station Remote Manipulator System (SSRMS) per rimuovere la telecamera di scorta, le luci ed il Pan/Tilt Unit (PTU) Assembly (CLPA) installati sul Mobile Transporter Relay Assembly (MTRA) nel corso della USOS EVA 39 effettuata lo scorso 13 gennaio. Dopo aver verificato, con una videoispezione, che i connettori elettrici di MTRA e CLPA fossero nominali, i Robotics Ground Controllers hanno installato il CLPA sull’SSRMS End B Boom. All’atto dell’accensione dell’SSRMS End B Video Distribution Unit (VDU) si è manifestato un corto circuito elettrico alla fonte luminosa del CLPA. Lo stesso inconveniente era stato osservato venerdì scorso in fase di accensione. La successiva verifica della CLPA ha evidenziato che la fonte luminosa risultasse non funzionante, mentre la telecamera era pienamente operativa.

 

20 gennaio

Fluid Shifts Before, During and After Prolonged Space Flight and Their Association with Intracranial Pressure and Visual Impairment (Fluid Shifts)
Il terzo membro dell’equipaggio della Soyuz 49S, giunto al traguardo del Flight Day 45 (FD45), ha seguito, all’interno del Russian Service Module (SM), il programma degli esami previsti per il secondo giorno dell’esperimento Fluid Shifts. Mentre il soggetto indossava la tuta LBNP, il Crew Medical Officer effettuata i rilievi della pressione arteriosa, i rilievi oftalmici e le scansioni ecografiche in varie parti del corpo utilizzando l’Human Research Facility (HRF). Fluid Shifts indaga le cause che concorrono ai cambiamenti fisici gravi e duraturi agli occhi di un astronauta. Poiché si ipotizza che la causa di questi cambiamenti sia il passaggio dei fluidi verso la testa, si vuole comprendere se l’inversione del flusso, utilizzando sul corpo un dispositivo di bassa pressione negativa, possa rappresentare la soluzione del problema. I risultati di questo studio potranno aiutare a sviluppare misure preventive che potranno impedire i cambiamenti duraturi e/o danni permanenti agli occhi degli astronauti.

Electrostatic Levitation Furnace (ELF) Sample Installation
Il Japan Aerospace Exploration Agency’s (JAXA’s) ELF è installato all’interno del Multi-Purpose Small Payload Rack (MSPR)-2. Mercoledì scorso, l’equipaggio aveva rimosso l’ELF Sample Holder per poter effettuare alcune verifiche. Oggi l’equipaggio ha reinstallato l’ELF Sample Holder. Questo campione verrà valutato dagli specialisti a Terra. L’ELF è un impianto sperimentale progettato per far levitare/fondere/solidificare i materiali con tecniche di lavorazione senza contenitore utilizzando il metodo elettrostatico di levitazione.

Veg-03 Initiation
Dopo aver visionato la documentazione in modalità On-Board Training (OBT), l’equipaggio ha avviato una nuova sessione di esperimenti di crescita delle piante nella struttura Veggie. L’equipaggio ha configurato ed installato il Vegetable Production System (Veggie) all’interno della Maintenance Work Area (MWA), dopodiché si è provveduto a sistemare sei cuscini di crescita su cui coltivare le piante di Chinese Cabbage (cavolo cinese). Le future missioni di lunga durata richiederanno una fornitura di cibo fresco per integrare la diete dell’equipaggio, il che significa dover coltivare e far crescere piante e verdura nello spazio. Esperienze precedenti avevano posto l’accento sul miglioramento della produttività in ambienti controllati, ma gli spazi limitati messi a disposizione dallo Space Shuttle e dalla Stazione Spaziale Internazionale hanno reso difficile condurre test di produzione delle colture su larga scala. VEG-03 espande i concetti elaborati dai test precedenti sul nuovo hardware Veggie, che i membri dell’equipaggio utilizzeranno presto per far crescere cavolo, lattuga ed altre verdure fresche nello spazio. I prossimi esperimenti forniranno anche la possibilità di identificare quali tipi di microrganismi sono presenti nella crescita del cavolo, fornendo dati di riferimento per i futuri sforzi di crescita delle piante di verdura. La coltivazione della verdura servirà anche per valutare l’impatto della crescita delle piante sul morale e sull’umore dell’equipaggio.

Improved Payload Ethernet Hub Gateway (iPEHG) Installation
L’equipaggio ha installato un iPEHG all’interno dell’Expedite the Processing of Experiments to the Space Station (ExPRESS) Rack-7 (ER-7). L’iPEHG è un componente della Joint Station Local Area Network (JSL) che fornisce connettività ethernet full-duplex tra dispositivi dell’International Standard Payload Racks (ISPR), dell’ExPRESS Rack, del JSL Edge Routers (ER) e la fibra ottica degli High Rate Data Link (HRDL) Gateway, fino all’High Rate Communications System (HRCS). L’attivazione e la successiva verifica da remoto sono state completate con successo.

External (EXT) Multiplexer/Demultiplexer (MDM) Checkout
La scorsa settimana, l’equipaggio aveva configurato un nuovo Enhanced Processor and Integrated Communications (EPIC) EXT MDM prelevando due schede elettroniche da un secondo MDM, ed installato una terza scheda all’interno di un EXT MDM di scorta. Oggi, l’equipaggio ha utilizzato l’MDM On Orbit Tester (MOOT) per eseguire una verifica della nuova configurazione dell’MDM. Gli EPIC MDM sono dotati di processori più veloci, una maggiore quantità di memoria ed una porta Ethernet per l’I/O dei dati, consentendo la gestione contemporanea di un numero maggiore di esperimenti. Questa versione migliorata dei EXT MDM verrà installata nel corso di una prossima attività extraveicolare.

Mobile Servicing System (MSS) Operations
Durante la notte, i Robotics Ground Controllers hanno manovrato lo Space Station Remote Manipulator System (SSRMS) per parcheggiare lo Special Purpose Dexterous Manipulator (SPDM) sul Mobile Base System (MBS) Power Data Grapple Fixture 2 (PDGF2). Successivamente SSRMS è stato trasferito dal MBS PDGF1 al MBS PDGF3. In questa configurazione, con il Latching End Effector B (LEE-B) come Base LEE ed il LEE-A come sommità del Tip LEE, è stata effettuata l’analisi per determinare la causa degli errori ricevuti durante il Binary Data Transfer (BDT) effettuato lo scorso anno durante la fase di estrazione e trasferimento dell’HTV-6 Exposed Pallet (EP) sul Payload ORU Accommodation (POA). L’anomalia sembra essere generata da SSRMS e si presenta quando il LEE A è in alto ed alimentato dal Channel A. Al termine dell’analisi della anomalia, SSRMS è stato riportato nella sua posizione iniziale dove, insieme ad SPDM, è stato configurato per il trasferimento del Mobile Transporter (MT) dal WorkSite 2 (WS2) al WorkSite 5 (WS5).

Integrated Communications Unit (ICU) R3 Software Patch
I Ground teams hanno inviato ed installato l’ICU R3 Patch 3 utilizzando l’ICU Software Load Procedure. Questo software aggiorna in particolare il Real Time Flow (RTF) Single Board Computers (SBC), posto all’interno dell’Integrated Communications Unit (ICU), per supportare l’ormai prossima installazione dell’Edge Router. Questa versione di software funziona sia con l’attuale Edge Router che con il suo prossimo sostituto.

 

23 gennaio

Minus Eighty Degree Celsius Laboratory Freezer for ISS (MELFI)-1 Autostop and Recovery
Venerdì sera, durante la fase di sonno dell’equipaggio, MELFI-1 è andato in Autostop. Il Cold Stowage team ha tentato, senza successo, un riavvio. L’analisi dei log ha rilevato valori anomali sugli ingressi a 120 e 28 volt, nonché svariati errori provenienti dal Motor Drive Electronics (MDE).Quanto osservato è simile ad anomalie osservate in guasti precedenti. E’ stato deciso di sostituire la centralina elettronica di controllo. L’unità guasta (S/N 15) è stata sostituita dal ricambio (S/N 11). Durante la riparazione, l’equipaggio ha fatto fuoriuscire una piccola quantità di liquido dal circuito dell’ITCS. E’ stata inoltre rilevata una significativa presenza di umidità intorno ai collegamenti idraulici del Brayton Motor, anche se attesa, visto che si tratta di linee freddo. L’equipaggio ha rilevato corrosione attorno ad uno dei collegamenti elettrici della zona coldbox. Sono state scattate alcune fotografie, successivamente inviate a Terra per le analisi. Installando il nuovo EU di ricambio, l’equipaggio non è stato in grado di fissare uno degli 8 dispositivo di fissaggio. I restanti 7 sono stati collegati, come previsto dalle procedure, ed ora l’EU è saldamente collegato al rack. Le temperature più calde osservate sui Dewar sono state: Dewar 1: -75C, Dewar 2: -73.9C, Dewar 3: -76.4C, Dewar 4: +3.5C. I Ground teams non ritengono che la conservazione di quanto conservato in MELFI sia a rischio.

Light Microscopy Module (LMM) Biophysics 1 Configuration
Questa mattina, l’equipaggio ha configurato il Light Microscopy Module (LMM) per l’esperimento scientifico Biophysics che verrà effettuato nel Fluids Integrated Rack (FIR). Il modulo Advanced Colloids Experiment-Temperature-1 (ACE-T-1) Module è stato rimosso dal FIR per essere sostituito dalle ottiche del LMM Control Base and LMM, installate all’interno del LMM Auxiliary Fluids Container (AFC). LMM Biophysics 1 (The Effect of Macromolecular Transport of Microgravity Protein Crystallization) sarà inviato sulla ISS con il cargo della missione SpaceX-10. Una volta installato, gli scienziati potranno utilizzare i risultati ottenuti per esaminare il movimento delle singole molecole proteiche in microgravità. Studiando i cristalli di alta qualità che è possibile coltivare in condizioni di microgravità, gli scienziati saranno in grado di comprendere meglio la loro struttura ed il loro funzionamento.

Fluid Shifts Chibis Imaging Day 2
Un membro dell’equipaggio della Soyuz 49S ha indossato la tuta Lower Body Negative Pressure (LBNP/Chibis) per il secondo giorno degli esperimenti Fluid Shift, mentre il collega agiva in qualità di operatore che, con il supporto degli specialisti di Houston, ha collaborato al monitoraggio medico. Mentre il soggetto indossava la tuta LBNP, il Crew Medical Officer effettuata gli esami Distortion Product Otoacoustic Emissions (DPOAE), Optical Coherence Tomography (OCT) e la Tonometria. Fluid Shifts indaga le cause che concorrono ai cambiamenti fisici gravi e duraturi agli occhi di un astronauta. Poiché si ipotizza che la causa di questi cambiamenti sia il passaggio dei fluidi verso la testa, si vuole comprendere se l’inversione del flusso, utilizzando sul corpo un dispositivo di bassa pressione negativa, possa rappresentare la soluzione del problema. I risultati di questo studio potranno aiutare a sviluppare misure preventive che potranno impedire i cambiamenti duraturi e/o danni permanenti agli occhi degli astronauti.

Multi-user Droplet Combustion Apparatus (MDCA) Reconfiguration
Dopo la rimozione dell’MDCA dall’interno del Combustion Integration Rack (CIR), effettuata settimana scorsa, l’equipaggio ha avviato la riconfigurazione del Cool Flames Investigation (CFI). Oggi, l’equipaggio ha rimosso l’MDCA Chamber Insert Assembly (CIA) dalla Combustion Chamber per posizionarla sulla Maintenance Work Area. L’equipaggio ha sostituito alcuni componenti interni, dopodiché la Combustion Chamber è stata reinstallata all’interno dell’MDCA. Le attività di riconfigurazione proseguiranno domani. Il CFI fornisce una nuova visione del fenomeno in cui alcuni combustibili inizialmente bruciano generando fiamme e temperature molto elevate, per poi apparentemente estinguersi in breve tempo ma in realtà continuare a bruciare ad una temperatura molto più bassa, senza fiamme visibili (fiamme fredde). Capire la combustione a fiamma fredda aiuterà gli scienziati a sviluppare nuovi motori e nuovi carburanti più efficienti ma anche migliorare la sicurezza a bordo della ISS.

Node 3 (N3) Carbon Dioxide Removal Assembly (CDRA) Research Valve Install
L’equipaggio ha rimosso l’Air Selector Valve (ASV)-104 dall’N3 CDRA per installare una nuova CDRA Developmental Research Valve. Questa nuova Research Valve è stata sviluppata per incrementare la vita operativa delle valvole del CDRA. La nuova valvola è stata consegnata dal cargo HTV-6 ed ha le stesse interfacce, forme e funzioni delle valvole esistenti. La ASV-104 rimossa sarà stivata, rimanendo a disposizione come unità di riserva.

Space Station Remote Manipulator System (SSRMS) Operations
Durante la notte, i Robotics Ground Controllers hanno attivato SSRMS per guidarlo ad afferrare l’H-II Transfer Vehicle 6 (HTV6) External Platform (EP) posta sul Mobile Base System (MBS) Payload/Orbital Replacement Unit (ORU) Accommodation (POA). Dopo il rilascio dell’EP, SSRMS è stato manovrato per poter inserire l’EP nell’HTV6 Unpressurized Logistics Carrier (ULC). Infine, SSRMS è stato manovrato per effettuare un’ispezione dell’HTV6 Earth Sensor Assembly (ESA) unit B prima di agganciare l’HTV6 Flight Releasable Grapple Fixture (FRGF) in preparazione del rilascio di HTV6, previsto per venerdì 27 gennaio.

Internal Thermal Control System (ITCS) Sample Collection
L’equipaggio ha prelevato un campione d’acqua dal Lab Low Temperature Loop (LTL). Questa attività viene svolta periodicamente per monitorare la qualità dell’acqua del circuito dell’ITCS.

 

24 gennaio

Story Time From Space Meniscus Demonstration
L’equipaggio ha registrato un video per documentare il comportamento di un fluido in caduta libera (microgravità) e come invece l’accelerazione, rispetto alla caduta libera, renda il comportamento del fluido simile a quanto si può osservare sulla Terra (ambiente ad 1-G ). La registrazione video verrà inviata a Terra e sarà utilizzata per scopi didattici. Story Time From Space è un progetto di alfabetizzazione volto alla promozione della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica e si compone di sette libri e delle relative dimostrazioni scientifiche realizzate dagli astronauti in orbita.

Multi-user Droplet Combustion Apparatus (MDCA) Hardware Reconfiguration Part 2
Oggi l’equipaggio ha concluso la riconfigurazione dell’MDCA all’esperimento Cool Flames Investigation (CFI). L’equipaggio ha sostituito gli iniettori, i bruciatori, il Fiber Arm ed il serbatoio del combustibile. Il CFI fornisce una nuova visione del fenomeno in cui alcuni combustibili inizialmente bruciano generando fiamme e temperature molto elevate, per poi apparentemente estinguersi in breve tempo ma in realtà continuare a bruciare ad una temperatura molto più bassa, senza fiamme visibili (fiamme fredde). Capire la combustione a fiamma fredda aiuterà gli scienziati a sviluppare nuovi motori e nuovi carburanti più efficienti ma anche migliorare la sicurezza a bordo della ISS.

Fluid Shifts Chibis Imaging Day 2
Un mebro dell’equipaggio della Soyuz 48S ha eseguito la seconda parte dell’esperimento Fluid Shift. Il soggetto, con l’aiuto di un collega che ha agito guidato a distanza dagli specialisti a Terra, ha indossato il dispositivo Chibis ed ha effettuato le rilevazioni con l’Optical Coherence Tomography (OCT), il Distortion Product Otoacoustic Emissions (DPOAE), la Tonometria e le scansioni Ultrasound. Durante il test DPOAE, ‘equipaggio ha riscontrato qualche problema di tenuta con la sonda DPOAE. Dopo aver risolto il problema, l’equipaggio è stato in grado di concludere solo uno dei due test, inoltre, durante il trasferimento dei dati Inoltre, durante il trasferimento dei dati, è stata osservata una interruzione elettrica sull’inverter che trasforma i 28 Volt DC ai 120 Volt AC. La perdita di potenza ha determinato la perdita dei dati PTOM. Dal momento che è stata prorogata la data del ritorno a Terra della Soyuz 48S, questa sessione è stata considerata una raccolta di dati bonus, mentre la perdita dei dati non è considerata rilevante. Una ripetizione delle attività Fluid Shift del Return -45 (R-45) verrà ripianificata ad una prossima data. Fluid Shifts indaga le cause che concorrono ai cambiamenti fisici gravi e duraturi agli occhi di un astronauta. Poiché si ipotizza che la causa di questi cambiamenti sia il passaggio dei fluidi verso la testa, si vuole comprendere se l’inversione del flusso, utilizzando sul corpo un dispositivo di bassa pressione negativa, possa rappresentare la soluzione del problema. I risultati di questo studio potranno aiutare a sviluppare misure preventive che potranno impedire i cambiamenti duraturi e/o danni permanenti agli occhi degli astronauti.

Condensate Water Separator Assembly (CWSA) Maintenance
Durante l’ispezione del Columbus Desiccant Module, eseguita nel febbraio del 2016, era stata rilevata una possibile contaminazione dello schermo del CWSA1 e rilevati detriti sulla cover del CWSA1. Questa mattina, l’equipaggio ha prelevato alcuni campioni della contaminazione, dopodiché ha avviato la rimozione di tutto quanto era visibile. E’ stato inoltre sostituito il nucleo di CWSA2, oltre ai seguenti particolari: Condensate Filter, Inlet Debris Screen, Fan Sub-Assembly, Air Check Valve e l’Electronic Unit. Il CWSA2 si era guastato lo scorso mese di luglio 2016, quando una protezione aveva arrestato automaticamente il motore.

Internal Thermal Control System (ITCS) Sample Collection
L’equipaggio ha raccolto alcuni campioni di acqua dall’Internal Thermal Control System (ITCS) prelevati nel Japanese Pressurized Module (JPM) e nel Node 3 (N3) Moderate Temperature Loop (MTL). Questi campioni saranno inviati a Terra per le analisi con il cargo della missione SPX-10. Questa serie di prelievi viene effettuata una volta all’anno per monitorare la qualità dell’acqua che circola all’interno dell’ITCS.

Nitrogen Oxygen Recharge System (NORS) Nitrogen Transfer
Oggi l’equipaggio ha installato un serbatoio di ricarica del NORS Nitrogen (azoto) nel collettore dell’Airlock ed ha avviato il trasferimento dell’azoto nei serbatoi dell’Airlock. Questa è la prima volta che il NORS è stato usato per trasferire azoto.

 

25 gennaio

Fluid Shifts Chibis Imaging Day 2
I membri dell’equipaggio della Soyuz 49S avevano in programma questa mattina una sessione dell’esperimento Fluid Shift con la tuta Chibis, tuttavia, a causa di problemi con la Joint Station LAN (JSL), la sessione odierna è stata annullata. Questa sessione Fluid Shift è stata ripianificata per domani.

Lighting Effects Vision Test
L’equipaggio ha effettuato una Numerical Verification ed una Color Discrimination alle Solid State Lighting Assembly (SSLA) installate nei Crew Quarters. L’esperimento Lighting Effects desidera quantificare e qualificare gli effetti dell’illuminazione sull’abitabilità dei veicoli spaziali. Tutte le fonti luminose della ISS sono state sostituite con un nuovo sistema progettato per migliorare la salute ed il benessere dell’equipaggio. L’indagine Lighting Effects studia l’impatto del cambiamento portato dalla sostituzione delle lampadine fluorescenti con luci led ad intensità luminosa e colore regolabili, per capire se le nuove luci potranno migliorare i ritmi circadiani dell’equipaggio. I risultati di questa indagine avranno importanti ricadute anche su tutte le persone a Terra che fanno uso di lampade ad incandescenza.

Habitability Software Update
L’equipaggio ha installato un aggiornamento software sui tablet in dotazione. L’applicazione iQ&A iPad sarà utilizzata per raccogliere dati e commenti relativi ai questionari dell’esperimento Habitability. Habitability valuta la relazione tra i membri dell’equipaggio ed il loro ambiente in un ottica di miglioramento della progettazione e della predisposizione dei futuri veicoli impegnati in voli spaziali di lunga durata, quali ad esempio i voli verso i Near Earth Asteroids (NEA) e Marte. L’obiettivo finale è quello di comprendere quali siano le dimensioni necessarie ed ottimali, ed il relativo layout interno, della parte abitabile di un velivolo spaziale. Le osservazioni registrate nel corso della missione spaziale di 1 anno, così come in tutte quelle di 6 mesi, aiuteranno i progettisti dei veicoli spaziali a capire quanto spazio del volume abitabile sia necessario, e se la durata di una missione, correlata con le dimensioni del volume abitabile, possa arrecare impatti sull’equipaggio. L’applicazione iShort permette ai Ground teams ed agli specialisti degli impatti umani (human factor engineers) di studiare e valutare il design della ISS in un ottica rivolta alla progettazione dei futuri veicoli spaziali.

Internal Thermal Control System (ITCS) Sample Collection
L’equipaggio ha recuperato alcuni campioni di acqua prelevati dai circuiti del Node 2 (N2) Moderate Temperature Loop (MTL) e dal Low Temperature Loop (LTL). Sono stati prelevati campioni anche da Columbus utilizzando il Columbus Coolant Fluid Servicer. Questi campioni saranno inviati a Terra con il cargo della missione SPX-10. Questa serie di prelievi viene effettuata una volta all’anno per monitorare la qualità dell’acqua che circola all’interno dell’ITCS.

Major Constituent Analyzer (MCA) Mass Spectrometer Assembly Remove and Replace (R&R)
Il giorno GMT 2016/286, il Node 3 MCA aveva subito un blocco a causa del guasto del Mass Spectrometer Assembly. Un ricambio del Mass Spectrometer Assembly è giunto sulla ISS con il cargo della missione HTV-6, ed è stato usato oggi per sostituire lo strumento guasto.

Mobile Servicing System (MSS) Cupola Artificial Vision Unit (AVU) Troubleshooting
L’equipaggio ha predisposto una videocamera in modo tale che i monitor 1 e 2 della Cupola Remote Workstation (RWS) fossero inquadrati. Gli specialisti a Terra hanno instradato verso Terra il segnale video della videocamera per permettere da remoto una verifica del segnale. Sono stati notati sfarfallii, probabilmente dovuti ad un problema della Artificial Vision Unit (AVU) e non al segnale video in ingresso. Questa verifica era necessaria per capire se sia possibile utilizzare la capacità di calcolo di questo Mobile Servicing System (MSS) il cui ultimo utilizzo risale al 2007.

H-II Transfer Vehicle 6 (HTV6) Departure Preparation
Ieri, l’equipaggio ha completato il caricamento di oltre 1450 kg di spazzatura sul cargo HTV. Oggi, in preparazione della partenza, sono state ripassate le procedure di distacco e rilascio di HTV6, le interfacce per il monitoraggio ed il controllo del cargo ed effettuate alcune simulazioni con il software ROBOT. Sono state rimosse le General Luminaire Assemblies (GLAs) dal lato anteriore di HTV e l’illuminazione a led (Light Emitting Diode) dal lato di poppa. Quanto smontato sarà stivato per essere messo a disposizione come ricambio. Il distacco di HTV6 dalla ISS è in programma per venerdì 27 gennaio.

Fonte: NASA

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Marco Carrara

Da sempre appassionato di spazio, da piccolo sognavo ad occhi aperti guardando alla televisione le gesta degli astronauti impegnati nelle missioni Apollo, crescendo mi sono dovuto accontentare di una più normale professione come sistemista informatico in una banca radicata nel nord Italia. Scrivo su AstronautiNews dal 2010; è il mio modo per continuare a coltivare la mia passione per lo spazio.

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