L+151-L+154: Bentornato C. Elegans!

Le colture di C. Elagans dell'esperimento Nematode Muscle della Expedition 43. Credit: ESA/NASA
Le colture di C. Elagans dell'esperimento Nematode Muscle della Expedition 43. Credit: ESA/NASA

Dal Diario di bordo di Samantha Cristoforetti (nota scritta il 28/04/2015):

Avamposto Spaziale ISS. Orbita Terrestre—Giorni di missione da 151 a 154 (23–27 aprile 2015)—Dopo aver lavorato a una serie di nuovi esperimenti la settimana scorsa, giovedì ho passato la maggior parte della giornata occupandomi delle operazioni cargo, principalmente disimballare quelle borse giganti che, come ho accennato in precedenza, abbiamo portato fuori da Dragon e stivato temporaneamente sulla Stazione mentre scaricavamo il materiale scientifico urgente.

Non si può mai dire quanto si impiegherà a disimballare una borsa guardando solo il numero di oggetti che contiene: anche poche cose possono richiedere molto tempo se i posti in cui metterle sono difficili da raggiungere. Supponiamo, per esempio, che dobbiate ruotare un rack per arrivare a un compartimento di stivaggio situato nella parte curva posteriore dell’armadio, quella che si appoggia allo scafo cilindrico di un modulo.

Ruotare un armadio non è in sé complicato, ma spesso dovete portare via della roba che intralcia il percorso della rotazione: borse, cavi, computer, fotocamere… e poi rimetterla a posto quando avete finito. Immaginate di ruotare una parte di una vostra parete di casa per accedere a una stanza segreta sul fondo, con la differenza che avete un sacco di roba attaccata alla parete e al soffitto!

Samantha Cristoforetti lavora alle colture di C. Elegans dell'esperimento Nematode Muscle. Credit: ESA/NASA

Al lavoro sul fissaggio delle prime due colture di C. Elegans: in una le larve crescono in microgravità, la seconda coltura è stata messa nella centrifuga per simulare le condizioni di gravità della Terra. Credit: ESA/NASA

A ogni modo, vi devo qualche parole sull’esperimento Nematode Muscle [muscolo nematoda—N.d.T.] a cui ho lavorato la settimana scorsa. Prima di tutto, diamo il bentornato sulla Stazione Spaziale Internazionale al nostro buon vecchio amico, il C. Elegans. Sì, grazie al loro corredo genetico ben conosciuto, questi minuscoli vermi sono organismi modello molto usati, sul pianeta e al di fuori! Ricordate l’esperimento Epigenetica?

Ma parliamo di questo nuovo esperimento. Come implica il nome, riguarda i muscoli, e in particolare l’atrofia muscolare. È ormai molto chiaro che l’atrofia muscolare è una conseguenza del volo spaziale e intuitivamente ha senso, ma non comprendiamo ancora i meccanismi biologici di base che portano alla perdita di massa muscolare.

Vedete, noi astronauti possiamo contrastare questi effetti negativi allenandoci ogni giorno, perché siamo in buona salute. Ma cosa accade alle persone malate costrette a letto? Capire i meccanismi molecolari che causano l’atrofia muscolare potrebbe essere utile nel trovare dei modi per aiutarli! Come accade spesso nella scienza, Nematode Muscle è un esperimento successivo basato su un lavoro di ricerca precedente.

Il team ha già stabilito alcuni anni fa che se fate volare i C. Elegans nello spazio, essi avranno una concentrazione ridotta di proteine nei muscoli e nel citoscheletro (le “ossa” della cellula). Inoltre, cosa piuttosto interessante, il loro metabolismo passerà a uno stato di risparmio energetico. Ora la domanda è: come ricevono le cellule i segnali che inducono questi cambiamenti? Come viene trasportato il messaggio? E, per quelli di voi che conoscono la biologia, aggiungerò che la segnalazione insulina/IGF-1 sarà studiata, in particolare, per vedere se è responsabile da sola dei cambiamenti del metabolismo. O forse, al contrario, c’è altro da scoprire su come le cellule “ricevano il messaggio”. Roba affascinante!

Le provette di fissaggio con le colture di C. Elagans pronte per la conservazione al freddo per l'esperimento Nematode Muscle della Expedition 43. Credit: ESA/NASA

Il prodotto finale: due provette di fissaggio pronte per la conservazione al freddo a -98°C nel nostro congelatore MELFI! Credit: ESA/NASA

Il fine settimana, fra l’altro, è stato piuttosto tranquillo quassù. La cosa piacevole è che abbiamo perfino avuto la maggior parte di venerdì libera per recuperare dopo aver lavorato per due settimane di seguito. Terry e io stiamo per partire verso casa fra solo un paio settimane, e c’è ancora molto da fare per concludere la nostra permanenza sulla Stazione Spaziale e preparare le cose per dare il benvenuto ai prossimi abitanti del nostro avamposto nello spazio.

P.S. Mille grazie a Dmitry Meshkov che ora sta traducendo questo diario in russo, a partire dalle note più recenti.

E naturalmente, un rinnovato ringraziamento ai traduttori in italiano, francese, spagnolo e tedesco del Diario di Bordo per il loro incredibile e continuo lavoro. Voi ragazzi siete forti!

Nota originale in inglese, traduzione italiana a cura di Paolo Amoroso—AstronautiNEWS. Leggi il Diario di bordo di Samantha Cristoforetti e l’introduzione.

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Samantha Cristoforetti

Dal 2009 è un’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Il lancio della sua prima missione, in cui trascorrerà circa sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale, è previsto per il 24 novembre 2014. È inoltre un ufficiale pilota dell’Aeronautica Militare Italiana con il grado di Capitano.

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