L-297: Come evitare di fare atterrare la Soyuz su una vetta himalaiana

Samantha Cristoforetti e Anton Shkaplerov nel simulatore Soyuz a Star City. Fonte: Samantha Cristoforetti
Samantha Cristoforetti e Anton Shkaplerov nel simulatore Soyuz a Star City. Fonte: Samantha Cristoforetti

Dal Diario di bordo di Samantha Cristoforetti:

Star City (Mosca, Russia), 31 gennaio 2014—Oggi Anton e io abbiamo passato il pomeriggio nel simulatore della Soyuz, facendo un po’ di riscaldamento mentre aspettiamo che il nostro terzo membro dell’equipaggio Terry si unisca a noi nelle simulazioni la prossima settimana.

Prima abbiamo fatto pratica con la sequenza di undocking nominale e un’accensione di rientro nominale del motore, naturalmente con un certo numero di malfunzionamenti. Dopo abbiamo continuato provando un rientro balistico. Ho spiegato in questa precedente nota del diario che non è un modo molto confortevole di rientrare sul pianeta.

Per aggiungere un altro po’ di dettagli, diamo un’occhiata al secondo scenario di oggi: abbiamo appena lasciato la ISS e ci siamo accorti che stiamo perdendo la nostra atmosfera nello spazio. La pressione nel nostro modulo di discesa stava diminuendo al ritmo di 1 mm Hg ogni 10 secondi. (Sì, la comunità spaziale russa ama i mm di mercurio!)

Il nostro computer era stato programmato con tutti i dati per un confortevole rientro nominale, ma questo avrebbe significato accendere il motore per dare l’impulso di frenata e rientrare nell’atmosfera solo circa due ore più tardi. Non è una buona idea aspettare così a lungo nel nostro scenario.

Ecco dove entra in scena il cosiddetto Programma 5: una sequenza di comandi predeterminata memorizzata nel computer con parametri molto generici per l’accensione di rientro. Certamente non abbastanza per un rientro controllato, ma abbastanza per una corsa balistica attraverso l’atmosfera. La chiave è naturalmente iniziare il Programma 5 al momento giusto. Abbiamo una tabella stampata chiamata Modulo 23-14 che contiene il “momento magico” per ogni singola orbita: i cosmonauti russi lo stampano ogni giorno sulla Stazione e si assicurano che una copia sia in ogni Soyuz, per essere preparati nel caso di un’evacuazione d’emergenza!

Naturalmente, nel nostro caso le cose non erano così semplici. Abbiamo avuto un’avaria al computer prima dell’accensione del motore e ci siamo trovati a dover fare tutto manualmente. Ma anche in quel caso, il Modulo 23-14 è il vostro migliore amico: vi dice in che momento dovete premere il bottone e accendere manualmente il motore.

Perché è così importante? Beh, è la vostra unica garanzia che atterrerete in un’area relativamente sicura, piuttosto che, per esempio, nel mezzo dell’oceano o su una vetta montagnosa himalaiana!

Nota originale in inglese, traduzione italiana a cura di Paolo Amoroso—AstronautiNEWS. Leggi il Diario di bordo di Samantha Cristoforetti e l’introduzione.

Samantha Cristoforetti

Dal 2009 è un’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Il lancio della sua prima missione, in cui trascorrerà circa sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale, è previsto per il 24 novembre 2014. È inoltre un ufficiale pilota dell’Aeronautica Militare Italiana con il grado di Capitano.

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