Presentato il NASA spinoff 2012

spinoff

Una delle domande più ricorrenti che gli appassionati dell’esplorazione spaziale si sentono rivolgere è perché spendere così tanto per lo spazio. L’obiezione ricorrente è che con tali ed importanti capitali si potrebbero risolvere molti problemi qui sulla Terra.

In realtà queste argomentazioni, oltre che non essere del tutto veritiere, offrono una elevata semplificazione, per non dire banalizzazione, degli scopi per i quali vengono stanziate cifre importanti per la ricerca scientifica e l’esplorazione dello spazio.

La NASA, anche per rispondere a queste obiezioni, pubblica annualmente dal 1976 i risultati e gli impatti delle ricadute che la tecnologia studiata per le esplorazioni spaziali ha nella nostra vita quotidiana.  Dal lancio di questa iniziativa sono stati pubblicati più di 1800 ricadute in ambito medico, tecnologico, trasporto pubblico, sicurezza, energia, informatica ed industria.

Lo scopo di questi spinoff è documentare il travaso di tecnologie, la generazione di posti di lavoro nonché tentare di ispirare i giovani ad intraprendere una carriera lavorativa nel campo della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica.

L’edizione 2012 dei NASA spinoff mette in evidenza, tra gli altri, i seguenti progetti :

– un sistema di rilevamento satellitare che ha contribuito al salvataggio di oltre 30.000 persone in difficoltà in tutto il mondo

– uno scanner a fluorescenza in grado di rilevare la composizione degli elementi che costituiscono un oggetto

– una piattaforma open-source co-sviluppata dalla NASA che ha stimolato l’enorme crescita nel settore del cloud computing

– un rivestimento invisibile che permette di abbattere agenti inquinanti ed odori presenti nell’aria

– lo sviluppo del James Webb Space Telescope, che verrà lanciato in orbita nel 2018, ha permesso lo sviluppo di ottiche utilizzate per lo studio e la diagnosi di patologie dell’occhio umano

Lo spinoff 2012 è liberamente consultabile online all’indirizzo : http://spinoff.nasa.gov

 

Fonte: NASA


Marco Carrara

Da sempre appassionato di spazio, da piccolo sognavo ad occhi aperti guardando alla televisione le gesta degli astronauti impegnati nelle missioni Apollo, crescendo mi sono dovuto accontentare di una più normale professione come sistemista informatico in una banca radicata nel nord Italia. Scrivo su AstronautiNews dal 2010; è il mio modo per continuare a coltivare la mia passione per lo spazio.