"Off nominal landing" per Soyuz TMA-11, equipaggio in buone condizioni

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

Il viaggio di rientro per la Exp.16 di ritorno dalla ISS dopo un soggiorno di 6 mesi, insieme alla prima astronauta Sud Coreana Yi So Yeon, è iniziato questa mattina presto, due ore circa prima dell'atterraggio previsto nella steppa Kazaka.
Prima della chiusura dei portelli ci sono stati i rituali ringraziamenti dall'equipaggio al MCC e viceversa per il lavoro svolto durante la permanenza, questa volta veramente incredibile che ha visto negli ultimi 6 mesi aumentare sensibilmente il volume pressurizzato della ISS, con l'aggiunta di Harmony, Columbus, il JLP di Kibo e infine ATV.
Peggy Whitson durante la missione è diventata l'astronauta Americana con maggiore esperienza nello spazio, 377 giorni frutto di ben due missioni di lunga durata sulla ISS battendo il precedente record di Mike Foale, fermo a 374 giorni.
L'undocking è quindi avvenuto alle 7:06:30, ora italiana, lasciando sulla ISS Sergei Volkov, Oleg Kononenko e Garrett Reisman.
Con Malenchenko ai comandi della Soyuz e la Whitson sul sedile sinistro, la prima accensione per il deorbiting è avvenuta alle 9:41 per circa 4 minuti e mezzo. Alle 10:06, 4 minuti prima di rientrare in atmosfera è avvenuta la separazione fra il modulo di rientro, il modulo orbitale e il modulo di servizio.
Durante questo periodo deve essere accaduta qualche anomalia a bordo che ha portato i computer che governano l'assetto e il controllo della capsula a passare ad un rientro balistico, il quale ha provocato accelerazioni probabilmente sopra gli 8G all'equipaggio e un atterraggio fuori dalla zona prevista di circa 470km verso ovest.
Durante queste fasi si sono persi tutti i contatti con l'equipaggio e per diversi minuti c'è stata apprensione per la loro sorte non avendo conferme ne della zona di arrivo ne del possibile rientro balistico.
La capsula è stata rilevata con il beacon di bordo circa 40min dopo l'atterraggio e subito dopo è stata avvistata dagli elicotteri di ricerca.
Il controllo di missione è nel frattempo riuscito a mettersi in contatto con l'equipaggio attraverso il telefono satellitare in dotazione confermando che a discapito delle forti accelerazioni tutti e tre stavano in ottimo stato.
Il recupero comporterà diverse ore di attesa per gli astronauti, i quali se vorranno potranno provare ad uscire dall'angusta capsulam ma dovranno fare molta fatica, sia per la posizione certamente scomoda ma soprattutto perchè dopo 6 mesi di gravità zero e un rientro così spinto le forze saranno certamente poche.
Questo è il secondo rientro consecutivo balistico dopo i precedenti accaduti alla Soyuz TMA-1 e alla Soyuz TMA-10.

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.