Con SpaceX gli USA ritornano nel settore dei lanci commerciali

Il lancio del Falcon 9 per la missione SES-8. Credit: SpaceX.
Il lancio del Falcon 9 per la missione SES-8. Credit: SpaceX.
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Il lancio del satellite SES-8 effettuato ieri 3 dicembre 2013, per il quale la compagnia spaziale Americana Space Exploration Technologies (SpaceX) ha incontrato negli ultimi giorni alcuni inconvenienti, ha rappresentato i ritorno a lanci commerciali da parte di un soggetto Americano dopo un  intervallo di 4 anni.

Il vettore Falcon 9 v1.1 è decollato alle 17:41 ora locale ( 22:41 GMT, 23:41 ora italiana) dalla rampa di lancio gestita da SpaceX nel Complex 40 di Cape Canaveral in Florida e ha immesso in orbita il satellite per trasmissioni televisive a larga banda, di proprietà della società Lussemburghese SES, dopo circa 8 minuti e mezzo di volo.

Una seconda accensione del motore Merlin 1-D del secondo stadio, effettuata dopo 18 minuti dall’immissione in orbita e per circa 1 minuto, ha inserito il satellite in un orbita di trasferimento, inclinata di circa 21° rispetto all’equatore, con perigeo a 250 km e apogeo di 80.000 km dalla superficie terrestre.

Questa seconda accensione, fondamentale per il raggiungimento dell’orbita chiamata “supersincrona” necessaria per il successivo inserimento in orbita geo-stazionaria, aveva destato non poche preoccupazione per i tecnici della compagnia fondata da Elon Musk in quanto un analogo tentativo di ri-accensione era fallita nel lancio di debutto del vettore Falcon 9 v1.1, avvenuto dalla base aerea di Vandenberg in California lo scorso 29 settembre 2013.

Il satellite SES-8 raggiungerà l’orbita finale geo-stazionaria, circolare sul piano dell’equatore con una distanza di circa 36.000 km dalla superficie terrestre e a 95 ° di longitudine est, con una successiva manovra che verrà effettuata nei prossimi giorni per mezzo dei propulsori di cui è dotato.

Il Falcon 9 per la missione SES-8 sulla rampa a pochi minuti dal lancio. Credit: SpaceX.

Il Falcon 9 per la missione SES-8 sulla rampa a pochi minuti dal lancio. Credit: SpaceX.

Questo lancio ha segnato il ritorno all’utilizzo di un vettore Americano per il lancio di un satellite commerciale, dopo che negli ultimi anni l’uso di vettori Russi ed Europei era stato preferito dagli operatori del settore come la compagnia di telecomunicazioni Lussemburghese SES, secondo operatore mondiale per importanza nel settore dei satelliti geo-stazionari.

La ragione del mancato utilizzo negli anni passati di vettori come gli Atlas 5 e i Delta 4 rockets forniti da United Launch Alliance (ULA) non è stata la mancanza di affidabilità, più di 65 lanci effettuati con successo dal 2002, ma piuttosto un problema economico.

I costi di lancio di un Atlas V non sono competitivi con quanto richiesto per utilizzare un vettore Russo ILS Proton o un Ariane 5, restringendo, fino al lancio di SpaceX, a questi soli due vettori il mercato nel settore dei lanci dei satelliti geo-stazionari.

Dopo essersi posizionati al vertice del ristretto gruppo delle compagnie fornitrici di razzi vettori, le aziende Americane del settore sono state ostacolate da costi crescenti e da agende di lancio riempite da missioni per conto delle forze armate Americane, dell’Agenzia Spaziale Americana (NASA) e dall’Agenzia del Governo Federale per i satelliti spia (National Reconnaissance Office – NRO).

I Atlas 5 e Delta 4 razzi sono stati sviluppati più di un decennio fa per dare un accesso affidabile e sicuro allo spazio ai satelliti militari, seguendo l’idea che se uno dei due vettori fosse stato costretto a terra da un guasto, l’altro lanciatore sarebbe stato ancora a disposizione per lanciare le missioni più critiche per la sicurezza del governo Americano.

Come parte delle ipotesi di impiego studiate da Lockheed Martin Corp. e Boeing Co., gli sviluppatori dei razzi Atlas 5 e Delta 4 e unitesi nelle divisioni dei razzi vettori per formare ULA, i razzi sarebbero stati utilizzati anche per le missioni della NASA e per immettere in orbita satelliti commerciali, garantendo alle aziende la possibilità di rientrare dai loro investimenti.

Ma il mercato dei satelliti commerciali si è di fatto contratto, dato che le società di telecomunicazioni che avevano cominciato ad operare fra la fine degli anni ’90 e l’inizio del secolo corrente non sono riuscite a trasformare le idee in realtà.

Dall’inizio del 2005, per il vettore Atlas 5 con base di lancio a Cape Canaveral sono stati eseguiti soltanto 4 lanci commerciali di satelliti per telecomunicazioni, mentre dal 1997 fino alla fine del 2004, ne erano stati effettuati 34.

Il ridotto tasso di lanci e l’aumento dei costi per la realizzazione dei razzi negli Stati Uniti sono diventati degli ostacoli allo sviluppo del potenziale per Atlas 5 e Delta 4, con il costo per lancio salito a più di 160 milioni di dollari negli ultimi due anni per clienti governativi come l’Air Force e la NASA .

Per queste ragioni l’attività dei lanci commerciali si è allontanata dagli Stati Uniti, andando soprattutto a favore del razzo Ariane 5 in Europa e del vettore Russo Proton, mentre i razzi Cinesi Lunga Marcia, il programma di Sea Launch e gli Atlas 5 hanno avuto un ruolo marginale nel mercato per il lancio di satelliti di comunicazione.

Fonti del settore dicono che l’acquisto di una missione su un razzo Proton, che è venduto dalla compagnia International Launch Services con sede negli Stati Uniti, costa circa 100 milioni di dollari.

Il razzo Europeo Ariane 5, gestito dalla società francese Arianespace, è più costoso ma è anche il più capace del gruppo e ha fatto la parte del leone nei contratti commerciali recenti, poiché il prezzo di Ariane 5 di oltre 200 milioni di dollari può essere diviso tra due clienti, dato che il lanciatore Europeo è in grado di inviare in orbita geo-stazionaria un paio di satelliti per telecomunicazione in una sola volta.

SpaceX propone il lancio commerciale di un suo vettore Falcon 9 per un minimo di 56 milioni dollari, secondo il suo sito web e la nuova configurazione, conosciuta come versione 1.1, utilizzata peril lancio del satellite SES-8, è in grado di trasportare satelliti fino a 4,85 tonnellate nell’orbita ellittica orbita di trasferimento geo-stazionario.

Facendo il paragone, Ariane 5 è in grado di inviare 10 tonnellate in orbita geo-stazionaria, mentre il razzo Proton, dotato del secondo stadio Breeze M può arrivare a più di 6 tonnellate.

Al tempo stesso, l’impegno con clienti governativi si è rivelato un mercato esclusivo per ULA ma è un mercato in cui conta di inserirsi anche SpaceX che, con questo lancio del vettore Falcon 9 nella versione aggiornata v1.1, ha effettuato il secondo di tre lanci necessari per ottenere la certificazione da parte della Aviazione Militare Americana (U.S. Air Force) all’interno del programma Evolved Expendable Launch Vehicle (EELV).

Fonte: Spaceflightnow.com.

Copyright immagine: SpaceX

Giuseppe Corleo

Ingegnere meccanico per corso di studi, informatico in ambito bancario per professione, appassionato di tutto ciò che riguarda astronomia, astronautica, meccanica, fisica e matematica. Articolista del sito Astronautinews.it dal 2011.

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